In 8, cm 19 x 25,5, pp. VIII + 254 + (2) con 2 tavole incise in rame più volte ripiegate raffiguranti il ritratto di Omero e il bassorilievo raffigurante il trionfo di Omero, opera di Archelao di Priene, rinvenuto nei feudi Colonna a Marino, conservato, all’epoca presso la Biblioteca Colonna come sottoscritto nella tavola e ora conservato presso il British Museum. Mezza pelle coeva con nervature al dorso. Normali segni d’uso agli angoli, cuffia superiore rifatta. Edizione originale rara di questa versione in prosa commentata. Verri, fratello di Pietro, viene considerato come uno dei protagonisti dell’illuminismo lombardo. Partecipe dell’Accademia dei Pugni e Giusperito, esercitò per 2 anni la carica di difensore dei detenuti, battendosi per i loro diritti. Nello stesso modo partecipò alla stesura, nel marzo 1763, alla stesura col Beccaria della sua maggiore opera, in quanto esperto di diritto penale. Terminata questa fase di fervore pubblicistico, Verri si trasferì a Roma, in particolare per amore della Marchesa Margherita Sparapani, singolare figura di donna colta e animatrice di un importante salotto ma anche per darsi allo studio delle lettere. Qui appunto nell’applicarsi alla traduzione, intorno al 1770 – 71, realizzo questa volgarizzazione dell’Illiade che pubblicò poi solamente nel 1789
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