In 4, pp. 16. Br. muta coeva. Dall’incipit: ‘Il Capitolo di S. Martino in Tours, che ebbe dalla seconda metà del sesto secolo una propria zecca, quando cessava d’improntare sulla sua moneta la facciate della basilica, usò la rappresentazione della basilica stessa chiusa in una cinta fortificata. Questo tipo con torri […] fu anche adottato da altre officine monetarie, dopo che quella di S. Martino divenne regia sotto Filippo Augusto […]. Quindi non è meraviglia che un tesoretto di monete impresse la più parte nella Morea sia stato sepolto in Napoli ne’ dintorni del Castel Nuovo, e ritrovato, dopo quasi cinque secoli, in questo anno…’.
SKU: 38 n.3745
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