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E. di San Martino

Società contro l’accattonaggio in Roma

Roma, Tipografia di Balbi Giovanni, 1898

In 8 (cm 15 x 21), pp. 8 con 2 tavole finali ripiegate con cedole da compilarsi dall’eventuale sottoscrittore con l’indicazione della quota devoluta alla Società romana contro l’accattonaggio e con la richiesta della targa da affiggere davanti alla propria abitazione o negozio in cui viene appunto riconosciuta l’appartenenza alla società da parte del sottoscrittore. Lievissima mancanza al margine esterno bianco delle pagine. Brossura editoriale. Pubblicazione che annunciava, nel gennaio 1898, la fondazione a Roma della Società contro l’accattonaggio. La prospettiva che muoveva i promotori della Società era quella di eliminare la piaga alimentata dalle elemosine spicciole date per strada agli sconosciuti. Secondo la società, infatti, “da un nobilissimo sentimento s’accresce la diffusione d’un vizio”, quindi promuoveva una raccolta delle elemosine da destinare ai “veri” poveri. Si trattava di un’istituzione laica, patrocinata dalla Massoneria avente l’obiettivo di soccorrere i poveri con la distribuzione di minestre, di pane, di capi di vestiario, di medicinali e anche con il ricovero di alcuni bisognosi in locali appositamente acquisiti. Essa cercava poi di fare pressione sulle autorità affinché applicassero meno blandamente le disposizioni legislative volte a frenare l’accattonaggio. Nonostante gli appoggi di cui godeva, questa società non corrispose alle attese sotto vari punti di vista: le non buone condizioni sanitarie e igieniche in cui teneva i ricoverati, l’insufficienza e la cattiva qualità del cibo, la scarsa rettitudine morale di una buona parte del personale ne resero a taluni critici inviso l’operato.

SKU: 38 n.18188

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