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Guido Ballo

Sicilia abbandonata

Milano, Linea Grafica, 1956

In 4 (cm 21 x 29,5), pp. 16. Leggera brunitura uniforme alle pagine. Brossura editoriale con sovraccoperta rosa. Edizione originale di questa raccolta di versi del poeta siciliano e critico d’arte Guido Ballo. Comprende 10 liriche dedicate alla terra e alle persone di Sicilia: Sicilia abbandonata; Castello Luna; Volge alla sera, Lia; Il trobettiere che dà la ventura; Vecchio pastore dell’Immacolata; Il sole non imbianca; Albero vagante; Ridevi al sole di Sciacca; Meriggi assolati del Belice; Il grido. “Nel 1961 vede poi la luce Il groviglio (Edizioni del Triangolo, Milano) di Guido Ballo, poeta e critico d’arte siciliano, nato ad Adrano nel 1914 preceduta da Delitto e annunciazione (Schwarz, Milano 1954), Sicilia abbandonata (Linea Grafica, Milano 1956) e Poemetto del fiume (Maestri editore, Milano 1958). L’esperienza poetica, originalissima e isolata di Guido Ballo, si inserisce di certo nel solco della sperimentazione e dell’irrequietezza stilistica degli anni Sessanta, senza però dipendere direttamente da nessuna scuola, da alcun programma teorico. Guido Ballo, vero e proprio archeologo della parola, con i suoi scavi stratigrafici, con le sue ossessioni etimologiche, prende le mosse direttamente dall’indoeuropeo, dai recessi linguistici più lontani, per poi avvicinarsi al greco antico e infine riagganciarsi alla contemporaneità con nuove acquisizioni di significato, con una diversa, straniante consapevolezza filologica: cosa che mette al riparo la sua sperimentazione linguistica dalle ambiguità e alle pratiche autistiche della neoavanguardia. Per certi versi, Guido Ballo potrebbe essere accostato a un autore come Andrea Zanzotto…” (S. Ferlita, Sperimentalismo e avanguardia, 2008, p. 69).

SKU: 34 n.1193

60,00 €

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