Manifesto cm. 56 x 27. . Stemma xil. in data Torino 4 luglio 1795. Importante e rara sentenza realativa ad un congiurato di uno dei primi moti giacobini avvenuti in Piemonte. In realtà l’insurrezione fu soffocata sul nascere a causa di una serie di delazioni, in particolare quella del medico Barolo che, consegnatosi il 25 maggio denunziò almeno trentacinque giacobini. Di questi alcuni come Chantel e Francesco Junod vennero impiccati e affrontarono con stoica determinazione il martirio, altri, come appunto il Bonafous, riuscirono a fuggire e la loro sentenza venne eseguita in effige. Bonafous, rifugiandosi a Oneglia, presso gli occupanti francesi, entrò in rapporti con Filippo Buonarroti ed in seguito ebbe vari incarichi. Nel 1796, all’avvicinarsi delle truppe francesi, Bonafous con il Ranza riuscirono a convincere gli albesi a proclamare l’indipendenza e a innalzare l’albero della libertà. Fu così che Alba divenne la prima repubblica giacobina italiana e il Bonafous ne divenne il maire.
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