In 4, pp. (544) totali (presenti varie numerazioni, mentre quella generale è manoscritta). Cartonatura rifatta. Importante raccolta di Responsa juris, Summarium Responsionis, Restrictus replicationis, facti, Responsio facti, Responsum pro veritate e Memoriale. In fine è legata una osservazione critica relativa a due scritture ‘ultimamente stampate’ in relazione a questa causa con riflessioni sulla differenza tra la causa in questione e quella Pallavicina agitata nel Pontificato di Clemente XI. Il matrimonio tra questi due cugini della famiglia Doria durò per 10 anni, al termine dei quali la Principessa intentò questa causa finalizzata all’annullamento del matrimonio a causa dell’impotenza del Principe. Il processo che ebbe notevole risonanza e coinvolse moltissimi tra i migliori medici dell’epoca (Pascoli, Tarozzi, A. M. Maggi, Clerici, Nicelli ecc.) si concluse con l’annullamento del matrimonio. Subito dopo, nel 1742, si risposò con Lazzaro Maria Doria dal quale ebbe 2 figli. Anche il Principe, benchè in base all’esito del processo fosse risultato impotente, risposatosi anch’esso nel 1742 con Eleonora Carafa, ebbe, addirittura, 14 figli. Questo curioso processo, pieno di particolari intimi relativi ai rapporti sessuali tra i coniugi e di perizie mediche inerenti la supposta verginità della principessa e l’impotenza del principe, descrive in modo esemplare questioni legate alla conservazione dello stato patrimoniale e genealogico di famiglie aventi allora enormi patrimoni e detentrici di grande potere.
SKU: 28 n.2452
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