In 8 (cm 16 x 21,5), pp. XLVIII + 334 [ma 332]. Salto di numerazione nelle pagine: da 131 a 134 (mancano, solamente nella numerazione, le pp. 132 e 133, ma completo nelle pagine). MANCANO IL PRIMO FOGLIO CON L’OCCHIETTO (pp. I e II) e L’ULTIMO FOGLIO CON ERRATA. Legatura ottocentesca in mezza pelle. Pubblicazione di Odoardo Nicolò Ainnant, prete di Bordeaux, tradotta dal francese da Antonio Rond da Colonia, pseudonimo e anagramma di Carlo Antonio Donadoni, veneziano, nato nel 1672, e morto nel 1756, minor conventuale di S. Francesco, nominato vescovo di Sebenico in Dalmazia nel 1723. L’opera confuta il probabilismo del teologo gesuita Domenico Viva che sosteneva che non pecca contro la Chiesa né viola i suoi divieti chi dentro se stesso crede che le proposizioni condannate, sebbene condannate, siano tuttavia probabili e non meritevoli di censura. Secondo Ainant, le teorie di Domenico Viva erano perniciose e da condannare. Cfr. Melzi, II, p. 2.
SKU: 30 n.1304
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