In 4, pp. 12. Br. muta coeva. A partire dal 1752 fu contratta una società tra il capitalista Federico Fabiano che mise come capitale 1857 lire e Sebastiano Burlando che avrebbe fornito il lavoro. Gli utili dovevano essere spartiti al 50 %. La società sarebbe dovuta durare un decennio e per quanto ingiusta e usuraria potesse considerarsi detta società il Burlando, per bisogno, fu costretto ad accettare per il corso di 18 anni. Nel frattempo un’altra iniqua negoziazione arrivò con il raddoppio delle botteghe di carta, una delle quali gestita dal figlio del Burlando stesso… Interessante memoria incentrata sul tasso usurario cavato dal capitalista nei confronti del prestatore d’opera.
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