In 8, pp. 66 + (2b). Dedica autogr. dell’A. al verso del fr. Br. ed. Scrive l’A.: “il manicomio di S. Maria della Pietà composto di un aggregato di casipole diverse, ridotte con infelice disposizione, ritenne fino ai nostri giorni il carattere, e la fisonomia di un reclusorio […] L’asilo attuale protratto ora fino al porto Leonino dà luogo in ciascuna delle due grandi sezioni, quella degli uomini a destra, quella delle donne a sinistra dell’ingresso, ai distinti quartieri dei Tranquilli, dei Sudici, degli Agitati e Furiosi”. Segue la descrizione di ciascuna delle rinnovate sezioni del manicomio. La seconda sezione, quella dei Sudici, ovvero di quegli “infelici che trascurano la propria nettezza” sarà oggetto di una particolare assistenza da parte del Direttore e col tempo sarà ridotto a contenere “un numero infinitamente minore” di persone. In una “piccola elevazione di terreno” dovrebbe essere collocato “un fabbricato per i ragazzi idioti, e imbecilli, onde sottometterli ad una educazione che oggi i prattici ritengono di poter donare a questa classe infelice […] Il piccolo fabbricato capace di contenere per ora 20 ragazzi idioti, da erigersi nella villa Barberini composto di un solo piano terra elevato […] conterrà, oltre la Cappella, un dormitorio, e un refettorio, dei locali ad uso di scuola…”. S. Maria della Pieà è considerato oggi uno delle istituzioni manicomiali più antiche d’Europa, eessendo nato verso il 1550 come ospedale per i forestieri e, poco dopo, trasformato in ricovero per i poveri pazzerelli.
SKU: cat. n.189
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