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Beltrani Scalia Martino

Il bonificamento dell’Agro romano con la mano d’opera dei condannati

Roma, Tip. delle Mantellate, 1901

In 8, pp. 140 con 1 tav. f.t. rip. Br. ed. Ed. orig. Agli inizi del XX secolo, l?azione riformatrice si dirige verso l’impiego di condannati in lavori di bonifica su terreni incolti o malarici. In questo senso verrà varata la legge del 25 giugno 1904, n. 285. Scopo della legge fu alleggerire la pressione carceraria causata dalle croniche carenze dell?edilizia penitenziaria. La legge voleva inoltre essere una risposta alle istanze di lavoro carcerario, senza che queste potessero urtare socialisti e sindacati preoccupati dalla concorrenza tra lavoro dei detenuti e lavoro libero. Qualcuno si preoccupò anche per i possibili pericoli per la salute dei condannati, pericolo ovviabile, a detta di alcuni, dai nuovi sistemi medicinali e preservativi. Senza dubbio, se la gran massa dei detenuti continua a provenire dagli strati più dequalificati della società italiana, viene in questo modo istituzionalizzato il principio che il sistema carcerario non intende fornire alcuna qualificazione professionale agli stessi. Cfr. Neppi Modona, Il sistema penitenziario…, cit. in La scienza e la colpa, pp. 65-66.

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