In 16, pp. (4) + XXVIII + 268. M. pl coeva con fr. Ed. orig. di questa raccolta di articoli pubblicati sul "Rapresentant du peuple". Proudhon nel ’49 si gettò a capofitto nell’agone politico. Dalle pagine di molti giornali e attraverso la pubblicazioni di opere e pamphlet, cominciò ad esporre in modo netto le ricette per la soluzione della questione sociale (diffusione del credito gratuito) e quelle per la soluzione del problema politico, attraverso l’eliminazione progressiva del governo sino al raggiungimento dell’anarchia. La democrazia e il suffragio universale non sono che illusioni, occorre costituire una repubblica senza costituzione e senza limitazione della libertà personale: "je definis la liberté, le droit de faire tout ce qui ne nuit pas à autrui". E poi: "je definis provisoirement la propriété, le droit de disposer librement de ses revenus, des fruits de son travail et de son industrie". Se poco incisiva fu la sua attività di deputato, isolato all’estrema sinistra, la sua voce, in questo periodo, tuonò incessantemente contro i borghesi, i reazionari, contro il "principe-presidente". La sua azione lo porterà in prigione e alla condanna a tre anni per oltraggio allo stato e alla religione. La sua detenzione metterà fine ai suoi progetti di Banca del Popolo e di mutuo credito gratuito ma non alla sua lotta politica. Dalla cella di Sante Pélagie continuerà a dirigere la "Voix du peuple" e "Le peuple". Einaudi, 4563. Goldsmiths, 36696.
SKU: cat. n.301
250,00 €