2 voll. in 4. Anno 1° n.1 (6 aprile 1843) – n.39 (28 dicembre 1843). Anno II n. 1 (4 gennaio 1844) – n. 51 (20 dicembre 1844). pp. (2) + 382; (2) + 382. Mezza pelle coeva con fregi oro. Prime due annate di questa importante pubblicazione che ebbe vita sino al 1848. La pubblicazione nacque come organo della Associazione agraria subalpina, fondata il 31 maggio del 1842 da un gruppo di personalità piemontesi che si riunì attorno a Cesare Alfieri di Sostegno, Ilarione Petitti, Cesare Vegezzi e Camillo Benso di Cavour. Proprio quest’ultimo fu attivissimo collaboratore dell’associazione e della gazzetta pur entrando in polemica con la corrente di sinistra della dirigenza, in particolare in relazione all’istituzione dei poderi modello, tentativo che il Cavour riteneva inutile e dannoso e contro il quale scrisse un pesante articolo (31 agosto 1843). L’ associazione si riprometteva di migliorare le condizioni dell’agricoltura e di favorire la diffusione delle tecniche agrarie e l’accrescimento culturale degli agricoltori. Nel 1843 l’associazione tenne il primo congresso agrario a Pollenzo stimolando la nascita di comizi agrari in molte località del Piemonte. Molti sono i temi toccati dalla rivista, tra questi l’istituzione di banche agrarie (viene annunciata ad esempio la nascita della Cassa di Risparmio di Asti ), il problema della grandine (come combatterla, le assicurazioni ecc.), la coltivazione del gelso in Bistagno , la coltura olivaria (March. Del Carretto di Balestrino), bisogni agrari della Lomellina, considerazioni sull’aratro Di Sambuy, macchina per battere il riso dell’ing. Colli (Cavour). Di particolare interesse anche gli interventi del marchese Ridolfi.
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