In 4, pp. 69 + (1b) con una tav. f.t. inc. all’acq. raff. alcune parti dell’antica ara, vignetta al fr. e bel finalino all’acq. raffigurante le vestigia dell’arco romano presso Carnunto, in Pannonia (attuale Austria), importante fortezza legionaria dell’impero romano. D. rifatto. Br. muta coeva. Saggio che descrive il ritrovamento fatto da Stefano Nobile De Mainoni, a Carnunto, di una base recante un’iscrizione con bassorilievo ai due lati. La scultura a sinistra rappresenta la dea Fortuna, una donna vesrita di tunica, peplo e manto che regge nella mano destra un timone sovrapposto col globo e con la sinistra una cornucopia. Dall’altro lato un giovane seminudo, incoronato di torri, con il corno dell’abbondanza fra le mani. Si tratta probabilmente del genio della stessa città di Carnunto.
SKU: g.f. n.72
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