In 4, pp. 24. Lievissimo strappetto al marg. inf. delle prime 2 cc. Br. rifatta con carta d’epoca. Causa relativa al mancato pagamento di un debito contratto in vita da Giovanna Pratolongo Maineri che "nella situazione più critica di sua casa prese a mutuo lire 8.000 di banco dal rev.mo Abate Luigi Patero delle quali fin che visse ne pagò religiosamente l’interesse". Alla sua morte il debito passò al figlio Luigi Maineri il quale per "depurare l’asse materno" decise di assegnare ai canonici "vari rancidi tuguri". Tuttavia in seguito revocò l’assegnazione dicendo inoltre di non poter saldare il debito rimanente perché il fratello Francesco, monaco teatino, non aveva autorizzato il contratto della madre.
SKU: 24 n.0881
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