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Anonimo

Liberculus in quo continetur…extractus e processu originali…contra Marchionem Michaelem Angelum de Vasto…

S.l., S.e., 1702

In 8, cm 15,5 x 21, pp. (48). Cartonatura. Rarissimo libello che sunteggia i passaggi del processo che portò alla condanna a morte in contumacia del Marchese Michel Angelo Avalos Del Vasto avvenuta nel marzo del 1702 da parte della Corte Romana per aver calunniato il Cardinale Poussaint de Forbin – Janson.  Oltre a questa condanna il d’Avalos ebbe un’altra analoga condanna a morte per decapitazione in Napoli a causa della sua partecipazione della congiura di Macchia, tentativo insurrezionale che vide a capo diversi nobili napoletani (tra questo il Marchese di Vasto) a sostegno degli Asburgo d’Austria nell’ambito della guerra di Successione spagnola. La ragione della causa romana fu generata dall’affissione di un ‘libellus’ in cui si accusava il potente Cardinale francese Jason de Forbin, Ambasciatore francese presso la Santa Sede, di aver tentato l’assassinio del Marchese Michel Angelo del Vasto per mano di un suo servo Giovanni Cardono, dalmata originario di Mostar, detto Giovannello,. Questi, torturato dagli uomini del Marchese (dettagliata la  descrizione dell’interrogatorio che  viene data in questo riassunto del processo), confessò di aver ricevuto la promessa, da parte del Cardinale Janson di mille scudi in cambio dell’assassinio del d’Avalos. Il processo romano, che vide le confessioni (anche queste in seguito a torture) di vari servi e segretari del Marchese quali Francesco Bacci e Tommaso Trivelli, sconfessò la tesi della congiura e portò alla condanna a morte del Marchese del Vasto che venne però salvato dall’intervento di Leopoldo I che lo nominò nel dicembre del 1701 suo maresciallo di Campo

SKU: 55 n.417

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