In 8 (cm 14 x 23), pp. 233 + (5). Pagine brunite in maniera uniforme. Brossura editoriale. Edizione originale di questa raccolta di saggi di filosofia del cinema del critico e cineasta Jean Epstein, nato a Varsavia nel 1897 ma poi trasferitosi in Francia in cui sono riprese alcune teorie del critico italiano Ricciotto Canudo, considerato il primo intellettuale che espresse un pensiero critico e sistematico sul cinema. Per Epstein, la cinepresa è un cervello meccanico standardizzato, fabbricato e diffuso in qualche migliaio di esemplari, un cervello-robot filosoficamente sviluppato visto come “un super-organo sensoriale e complesso”. Il cinema è considerato il culmine di una “linea di rivelazione” fatta di microscopi e di macchine dal vedere amplificato, un percorso d’indagine attraverso strumenti considerati in passato compromessi con il demoniaco e con il Diavolo considerato come ispiratore dell’immagine animata, “grande inventore, maestro della scoperta, principe della scienza, attrezzista della civilizzazione”.
SKU: 29 n.4984
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