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	<title>Libreria Antiquaria Coenobium &#187; Prodotti</title>
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		<title>Al tribunale civile e criminale nella giurisdizione di Lunigiana. Allegazione per il cittadino Giuseppe Mercadanti di Sarzana carcerato contro il fisco di Sarzana e chi di ragione</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2015 18:18:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In 4, pp. 31 + (1b). Br. rifatta con carta d'epoca. Memoria difensiva degli avvocati Giuseppe Massola e Giovan Battista Tagliasacchi i quali tentano di discolpare il loro assistitito, Giuseppe Mercadanti, da cinque mesi in carcere, per un delitto non commesso ovvero l'omicidio di una donna, Maria Domenica Fornesi, moglie d Francesco Fornesi e sorella di Andrea Bologna. Fu il mezzadro di Mercadanti, Antonio Isopo, a denunciare il padrone dicendo che questi aveva ucciso la donna e l'aveva sepolta nella cantina della sua casa di villeggiatura. La Rota civile e criminale di Sarzana trovò in effetti dei resti umani nel luogo indicato oltre ad una serie di prove che facevano supporre che fosse proprio Mercadanti l'autore del delitto. Lo stesso Mercadanti si dichiarò colpevole durante un interrogatorio. In questa memoria difensiva i due avvocati, riscostruendo l'intera vicenda, tentano di dimostrare la non colpevolezza di Mercadanti.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[In 4, pp. 31 + (1b). Br. rifatta con carta d'epoca. Memoria difensiva degli avvocati Giuseppe Massola e Giovan Battista Tagliasacchi i quali tentano di discolpare il loro assistitito, Giuseppe Mercadanti, da cinque mesi in carcere, per un delitto non commesso ovvero l'omicidio di una donna, Maria Domenica Fornesi, moglie d Francesco Fornesi e sorella di Andrea Bologna. Fu il mezzadro di Mercadanti, Antonio Isopo, a denunciare il padrone dicendo che questi aveva ucciso la donna e l'aveva sepolta nella cantina della sua casa di villeggiatura. La Rota civile e criminale di Sarzana trovò in effetti dei resti umani nel luogo indicato oltre ad una serie di prove che facevano supporre che fosse proprio Mercadanti l'autore del delitto. Lo stesso Mercadanti si dichiarò colpevole durante un interrogatorio. In questa memoria difensiva i due avvocati, riscostruendo l'intera vicenda, tentano di dimostrare la non colpevolezza di Mercadanti.]]></content:encoded>
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		<title>Casistica. Omicida epilettico probabilmente passionale</title>
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		<pubDate>Thu, 26 May 2016 15:50:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[coenobium]]></dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[In 8 (cm 17 x 24,5 circa), pp. 7 + (1b). Brossura editoriale. Non datato ma 1890 circa. Saggio relativo a tale Ugo Ratti di San Terenzo (Spezia) di cui è analizzato il comportamento epilettico a seguito dell'omicidio da questi perpetrato nei confronti di Zelinda Paganetto di Sarzana, donna alla quale l'uomo, non corrisposto, aveva dichiarato il suo amore.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[In 8 (cm 17 x 24,5 circa), pp. 7 + (1b). Brossura editoriale. Non datato ma 1890 circa. Saggio relativo a tale Ugo Ratti di San Terenzo (Spezia) di cui è analizzato il comportamento epilettico a seguito dell'omicidio da questi perpetrato nei confronti di Zelinda Paganetto di Sarzana, donna alla quale l'uomo, non corrisposto, aveva dichiarato il suo amore.]]></content:encoded>
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		<title>Comizio agrario del circondario di Spezia-Sarzana. Supplemento al catalogo generale</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2016 10:20:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[coenobium]]></dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[In 8 (cm 21 x 27), pp. 4. Piccolo forellino alle carte. Listino dei prezzi delle piante da frutta, varietà di vino, semi ed ortaggi, piante ornamentali venduti dalle aziende facenti parte del comizio agrario di La Spezia-Sarzana. Non datato ma risalente al 1900 circa.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[In 8 (cm 21 x 27), pp. 4. Piccolo forellino alle carte. Listino dei prezzi delle piante da frutta, varietà di vino, semi ed ortaggi, piante ornamentali venduti dalle aziende facenti parte del comizio agrario di La Spezia-Sarzana. Non datato ma risalente al 1900 circa.]]></content:encoded>
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		<title>Delle lodi della illustrissima et eccellentissima sig.ra Bibiana Pernestana Gonzaga principessa di Castiglione. Oratione recitata sopra&#8217; l corpo nell&#8217;esequie celebrate il mese di marzo 1616</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2015 18:18:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[In 8, pp. 26. Timbretto di duplicato della Biblioteca Comunitativa di Bologna. Br. rifatta con carta d'epoca. Rarissima edizione originale di questa orazione funebre in memoria di Bibiana Pernstein Gonzaga principessa di Castiglione. Agostino Mascardi nacque a Sarzana nel 1590. Proseguendo una consolidata tradizione familiare, fu inviato a Roma per compiere gli studi presso il seminario romano. Nel 1606 entrò nella Compagnia di Gesù. Nel 1617 pubblicò l'orazione funebre anche per il marito della Pernstein, il principe Francesco Gonzaga. In quegli anni frequentò assiduamente la corte modenese degli Este, dove entrò in amicizia con il conte Camillo Molza. La ricerca di una sistemazione entro la corte estense, e particolarmente presso il cardinale Alessandro d'Este, pose il M. in conflitto con i suoi superiori gesuiti che nell'autunno 1617 lo costrinsero a deporre l'abito della Compagnia. Tamalio, p. 59. Mannucci, La vita e le opere di Agostino Mascardi, p. 566.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[In 8, pp. 26. Timbretto di duplicato della Biblioteca Comunitativa di Bologna. Br. rifatta con carta d'epoca. Rarissima edizione originale di questa orazione funebre in memoria di Bibiana Pernstein Gonzaga principessa di Castiglione. Agostino Mascardi nacque a Sarzana nel 1590. Proseguendo una consolidata tradizione familiare, fu inviato a Roma per compiere gli studi presso il seminario romano. Nel 1606 entrò nella Compagnia di Gesù. Nel 1617 pubblicò l'orazione funebre anche per il marito della Pernstein, il principe Francesco Gonzaga. In quegli anni frequentò assiduamente la corte modenese degli Este, dove entrò in amicizia con il conte Camillo Molza. La ricerca di una sistemazione entro la corte estense, e particolarmente presso il cardinale Alessandro d'Este, pose il M. in conflitto con i suoi superiori gesuiti che nell'autunno 1617 lo costrinsero a deporre l'abito della Compagnia. Tamalio, p. 59. Mannucci, La vita e le opere di Agostino Mascardi, p. 566.]]></content:encoded>
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		<title>Gli attentati contro la giurisdizione secolare a pregiudizi degli sp. Gaetano e NN. Maria Geronima e Maria Francesca sorelle Balestreri commessi dal R. Giuseppe Antonio Staffetta pro-vicario della curia vescovile di Sarzana in favore degli ora R. Bartolomeo, NN. Luigi asserto cherico e Niccolò fratelli Balestreri</title>
		<link>https://libreriaantiquariacoenobium.it/catalogo/gli-attentati-contro-la-giurisdizione-secolare-a-pregiudizi-degli-sp-gaetano-e-nn-maria-geronima-e-maria-francesca-sorelle-balestreri-commessi-dal-r-giuseppe-antonio-staffetta-pro-vicario-della-curia/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2015 18:18:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[In 4, pp. 20. Br. rifatta con carta d'epoca. Disputa su un'eredità contesa che vide opporsi Gaetano e le due sorelle Maria Geronima e Maria Francesca Balestreri ad un altro ramo della famiglia Balestreri.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[In 4, pp. 20. Br. rifatta con carta d'epoca. Disputa su un'eredità contesa che vide opporsi Gaetano e le due sorelle Maria Geronima e Maria Francesca Balestreri ad un altro ramo della famiglia Balestreri.]]></content:encoded>
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		<title>Istoria delle malattie di Sarzana e luoghi adjacenti</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Aug 2023 08:23:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Santero]]></dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[In 8 (cm 15 x 21), pp. XXVI. Brossura rifatta con carta d'epoca. Raro saggio sulla comparsa di malattie ricorrenti nella città di Sarzana a partire dal mese di giugno del 1784. Scrive l'A.: "Le perniciose malattie correnti nella città, sobborghi e castellanie di Sarzana...consistono in febbri, altre delle quali sono continue remittenti, altre intermittenti, cioè cotidiane, e semplici, o doppie terzane, o quartane, ed altre irregolari, ovvero anomale... A misura che la febbre si avanza... vi si aggiungono l'inquietudine, l'abiezione d'animo, l'abbattimento di forze, l'amarezza di bocca, l'oppressione e la molestia dello stomaco, la nausea pertinace, e talvolta il vomito di bile verdiccia...". L'A. cerca poi di individuare i motivi di questa influenza che colpisce i Sarzanesi: "L'intenso caldo, e la lunga siccità dell'estate prossimamente finita, hanno privato il territorio sarzanese di ortaggio e d'altri vegetabili freschi e buoni dei quali gli abitatori...sogliono fare grande uso. Sono quindi stati costretti a pascersi di pane non sempre buono, e d'altri cibi di qualità inferiore, per non dire assolutamente malsana. Lo stesso eccessivo calore ha fatto sì che siasi sprigionata una straordinaria quantità di nocevoli esalazioni dalle paludi...". Seguono quindi indicazioni sulle possibili cure, in particolare per combattere i vermi in corpo, fra le quali l'assunzione della corteccia del Perù, il rabarbaro, la chinachina, quindi l'uso dei vessiccatori, cerotti che venivano applicati nei punti del corpo considerati critici. Questa pratica si fondava sulla dottrina umorale, in base alla quale l'applicazione del medicamento caldo avrebbe comportato l'espulsione dell'umore maligno. L'A. fornisce poi alcune ricette per la preparazione di medicamenti e impiastri: foglie secche di tabacco pestate, con aggiunta di aceto, oppure il decotto di ginepro, l'infusione di nasturzio, ecc... Pietro Francesco Pizzorni fu lettore di Medicina pratica in Pammatone da 1736, poi Rettore del Collegio Medico, e principale sostenitore dell'inoculazione del vaiolo. Fu anche un appassionato bibliofilo: raccolse infatti i migliori testi della sua epoca oltre a quelli del Cinquecento e del Seicento. Cfr. "Studi genuensi", 1982, p. 51.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[In 8 (cm 15 x 21), pp. XXVI. Brossura rifatta con carta d'epoca. Raro saggio sulla comparsa di malattie ricorrenti nella città di Sarzana a partire dal mese di giugno del 1784. Scrive l'A.: "Le perniciose malattie correnti nella città, sobborghi e castellanie di Sarzana...consistono in febbri, altre delle quali sono continue remittenti, altre intermittenti, cioè cotidiane, e semplici, o doppie terzane, o quartane, ed altre irregolari, ovvero anomale... A misura che la febbre si avanza... vi si aggiungono l'inquietudine, l'abiezione d'animo, l'abbattimento di forze, l'amarezza di bocca, l'oppressione e la molestia dello stomaco, la nausea pertinace, e talvolta il vomito di bile verdiccia...". L'A. cerca poi di individuare i motivi di questa influenza che colpisce i Sarzanesi: "L'intenso caldo, e la lunga siccità dell'estate prossimamente finita, hanno privato il territorio sarzanese di ortaggio e d'altri vegetabili freschi e buoni dei quali gli abitatori...sogliono fare grande uso. Sono quindi stati costretti a pascersi di pane non sempre buono, e d'altri cibi di qualità inferiore, per non dire assolutamente malsana. Lo stesso eccessivo calore ha fatto sì che siasi sprigionata una straordinaria quantità di nocevoli esalazioni dalle paludi...". Seguono quindi indicazioni sulle possibili cure, in particolare per combattere i vermi in corpo, fra le quali l'assunzione della corteccia del Perù, il rabarbaro, la chinachina, quindi l'uso dei vessiccatori, cerotti che venivano applicati nei punti del corpo considerati critici. Questa pratica si fondava sulla dottrina umorale, in base alla quale l'applicazione del medicamento caldo avrebbe comportato l'espulsione dell'umore maligno. L'A. fornisce poi alcune ricette per la preparazione di medicamenti e impiastri: foglie secche di tabacco pestate, con aggiunta di aceto, oppure il decotto di ginepro, l'infusione di nasturzio, ecc... Pietro Francesco Pizzorni fu lettore di Medicina pratica in Pammatone da 1736, poi Rettore del Collegio Medico, e principale sostenitore dell'inoculazione del vaiolo. Fu anche un appassionato bibliofilo: raccolse infatti i migliori testi della sua epoca oltre a quelli del Cinquecento e del Seicento. Cfr. "Studi genuensi", 1982, p. 51.]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La donna e la libertà. Dramma in sei quadri con prologo</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2015 18:18:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[In 16, pp. 78 + (2). Forellino al p. ant. Br. ed. Ed. orig. di questo dramma anonimo ma scritto da Emanuele Rossi, nato a Sarzana nel 1811 e morto a Genova nel 1872. Collaborò a riviste della sinistra rivoluzionaria, fu attento ai problemi educativi e alla questione femminile come testimoniato da questo dramma in cui vuole mettere in luce l'importanza dell'intervento femminile nel compito della democrazia. L'A. dedica l'opera - si legge- a quegli autori e a quelle donne che nell'Ottocento scrissero a favore delle donne. Segue l'elenco dei letterati fra i quali Anna Pepoli, Isabella Rossi, Nicolò Tommaseo, Leopardi, Cecilia De Luna Folliero; ecc...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[In 16, pp. 78 + (2). Forellino al p. ant. Br. ed. Ed. orig. di questo dramma anonimo ma scritto da Emanuele Rossi, nato a Sarzana nel 1811 e morto a Genova nel 1872. Collaborò a riviste della sinistra rivoluzionaria, fu attento ai problemi educativi e alla questione femminile come testimoniato da questo dramma in cui vuole mettere in luce l'importanza dell'intervento femminile nel compito della democrazia. L'A. dedica l'opera - si legge- a quegli autori e a quelle donne che nell'Ottocento scrissero a favore delle donne. Segue l'elenco dei letterati fra i quali Anna Pepoli, Isabella Rossi, Nicolò Tommaseo, Leopardi, Cecilia De Luna Folliero; ecc...]]></content:encoded>
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		<title>Lettera d&#8217;un amico sopra i fatti ultimamente accaduti in Lerice circa l&#8217;oratorio di S. Rocco</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2015 18:18:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[In 8 grande, pp. XXVIII. Fascicolo privo di legatura all'origine. Lettera anonima, indirizzata ad anonimo interlocutore, nel quale l'A. critica &#34;i motivi che hanno determinato Monsignore Giulio Cesare Lomellini vescovo di Sarzana a scaricare sopra questo oratorio... il forte colpo dell'Interdetto ecclesiastico...&#34;. Giulio Cesare Lomellino, vescovo di Sarzana, l'8 febbraio 1763 aveva emanto un interdetto contro gli amministratori della confraternita di San Rocco a Lerici. Il governo di Genova, in risposta al vescovo, aveva dichiarato che la chiesa e l'oratorio erano di giurisdizione laicale e che il vescovo non poteva esercitare su questi alcun diritto. Di contro Lomellino aveva scomunicato il priore e quattordici confratelli poiché avevano violato la giurisdizione ecclesiastica. Lomellino, che a seguito di altre dispute con il governo di Genova, era stato allontanato da Sarzana, vi fece in seguito ritorno e qui continuò la sua opera pastorale.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[In 8 grande, pp. XXVIII. Fascicolo privo di legatura all'origine. Lettera anonima, indirizzata ad anonimo interlocutore, nel quale l'A. critica &#34;i motivi che hanno determinato Monsignore Giulio Cesare Lomellini vescovo di Sarzana a scaricare sopra questo oratorio... il forte colpo dell'Interdetto ecclesiastico...&#34;. Giulio Cesare Lomellino, vescovo di Sarzana, l'8 febbraio 1763 aveva emanto un interdetto contro gli amministratori della confraternita di San Rocco a Lerici. Il governo di Genova, in risposta al vescovo, aveva dichiarato che la chiesa e l'oratorio erano di giurisdizione laicale e che il vescovo non poteva esercitare su questi alcun diritto. Di contro Lomellino aveva scomunicato il priore e quattordici confratelli poiché avevano violato la giurisdizione ecclesiastica. Lomellino, che a seguito di altre dispute con il governo di Genova, era stato allontanato da Sarzana, vi fece in seguito ritorno e qui continuò la sua opera pastorale.]]></content:encoded>
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		<title>Replica dell&#8217;amico di Lerice alla risposta di Filalete sopra li fatti accaduti circa l&#8217;oratorio di S. Rocco</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2015 18:18:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[In 8 grande, pp. XXX. Fascicolo privo di legatura all'origine. Nastro adesivo trasparente presente all'ultima carta bianca, per il resto condizioni ottime. Vignetta xilogr. al front. L'Autore anonimo di questa pubblicazione aveva dato alle stampe &#34;Lettera d'un amico sopra i fatti ultimamente accaduti in Lerice...&#34; [da noi posseduto] in cui si rivolgeva ad un anonimo interlocutore criticando la decisione del vescovo di Sarzana, Giulio Cesare Lomellino, che aveva colpito con interdetto l'oratorio di S. Rocco a Lerici. A questo scritto aveva risposto Filatete, l'interlocutore, su posizioni opposte. L'amico di Lerici pubblica quindi in seconda istanza questo altro scritto per precisare alcuni punti sulla questione. Giulio Cesare Lomellino, vescovo di Sarzana, l'8 febbraio 1763 aveva emanato un interdetto contro gli amministratori della confraternita di San Rocco a Lerici. Il governo di Genova, in risposta al vescovo, aveva dichiarato che la chiesa e l'oratorio erano di giurisdizione laicale e che il vescovo non poteva esercitare su questi alcun diritto. Di contro Lomellino aveva scomunicato il priore e quattordici confratelli poiché avevano violato la giurisdizione ecclesiastica. Lomellino, che a seguito di altre dispute con il governo di Genova, era stato allontanato da Sarzana, vi fece in seguito ritorno e qui continuò la sua opera pastorale.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[In 8 grande, pp. XXX. Fascicolo privo di legatura all'origine. Nastro adesivo trasparente presente all'ultima carta bianca, per il resto condizioni ottime. Vignetta xilogr. al front. L'Autore anonimo di questa pubblicazione aveva dato alle stampe &#34;Lettera d'un amico sopra i fatti ultimamente accaduti in Lerice...&#34; [da noi posseduto] in cui si rivolgeva ad un anonimo interlocutore criticando la decisione del vescovo di Sarzana, Giulio Cesare Lomellino, che aveva colpito con interdetto l'oratorio di S. Rocco a Lerici. A questo scritto aveva risposto Filatete, l'interlocutore, su posizioni opposte. L'amico di Lerici pubblica quindi in seconda istanza questo altro scritto per precisare alcuni punti sulla questione. Giulio Cesare Lomellino, vescovo di Sarzana, l'8 febbraio 1763 aveva emanato un interdetto contro gli amministratori della confraternita di San Rocco a Lerici. Il governo di Genova, in risposta al vescovo, aveva dichiarato che la chiesa e l'oratorio erano di giurisdizione laicale e che il vescovo non poteva esercitare su questi alcun diritto. Di contro Lomellino aveva scomunicato il priore e quattordici confratelli poiché avevano violato la giurisdizione ecclesiastica. Lomellino, che a seguito di altre dispute con il governo di Genova, era stato allontanato da Sarzana, vi fece in seguito ritorno e qui continuò la sua opera pastorale.]]></content:encoded>
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		<title>Tavole storiche dei comuni italiani. Parte I. Liguria e Piemonte con lettera del Prof. Alessandro D&#8217;Ancna</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2015 18:18:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[In 8, pp. VIII + 74 + (2b). Mancanze al marg. inf. del p. ant. Danni rip. al d. Br. ed. Lo scopo di questo lavoro - scrive l'autore - 'è di offrire, in tanti quadri sinottici, l'esatta successione dei vari governi, ai quali furone soggette, nell'evo medio e moderno, le principali città italiane'. Segue la cronologia delle varie dominazioni con indicazione della data della Liguria: Finale Borgo, Genova, Oneglia, San Remo, Sarzana, Savona, Tenda, Ventimiglia; e del Piemonte: Acqui, Alba, Alessandria, Aosta,Asti, Busca,Casale Monferrato, Ceva, Cherasco, Chieri, Clavesana, Cuneo, Fossano, Incisa, Ivrea, Mondovì, etc...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[In 8, pp. VIII + 74 + (2b). Mancanze al marg. inf. del p. ant. Danni rip. al d. Br. ed. Lo scopo di questo lavoro - scrive l'autore - 'è di offrire, in tanti quadri sinottici, l'esatta successione dei vari governi, ai quali furone soggette, nell'evo medio e moderno, le principali città italiane'. Segue la cronologia delle varie dominazioni con indicazione della data della Liguria: Finale Borgo, Genova, Oneglia, San Remo, Sarzana, Savona, Tenda, Ventimiglia; e del Piemonte: Acqui, Alba, Alessandria, Aosta,Asti, Busca,Casale Monferrato, Ceva, Cherasco, Chieri, Clavesana, Cuneo, Fossano, Incisa, Ivrea, Mondovì, etc...]]></content:encoded>
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