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	<title>Libreria Antiquaria Coenobium &#187; Prodotti</title>
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	<description>Asti</description>
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		<title>A tu per tu. Personaggi di Genova e Riviera</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Jan 2022 16:47:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Santero]]></dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[In 8, cm. 14 x 21, pp. 218 + (6). Brossura editoriale illustrata. Ottimo esemplare. L'autore intervista personalità del mondo imprenditoriale, professionale e culturale di Genova e della Liguria unendo l'acutezza dell'analisi e della riveocazione al gusto per la chiaccherata e l'aneddoto.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[In 8, cm. 14 x 21, pp. 218 + (6). Brossura editoriale illustrata. Ottimo esemplare. L'autore intervista personalità del mondo imprenditoriale, professionale e culturale di Genova e della Liguria unendo l'acutezza dell'analisi e della riveocazione al gusto per la chiaccherata e l'aneddoto.]]></content:encoded>
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		<title>Al pubblico imparziale ed al tribunale civile e criminale nella giurisdizione degli olivi il citt. Antonio Gramondo di Diano Marina</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2015 18:18:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[In 4, pp. 15 + (1b). Timbretti ai margg. bianchi delle cc. Br. rifatta con carta d'epoca. Interessante processo relativo alla condanna di dieci anni di carcere inflitta ad Antonio Gramondo per aver colpito con un bastone il funzionario pubblico Domenico Calsamiglia. L'antefatto che portò al gesto è il motivo per il quale si richiedono delle attenuanti per Gramondo. L'amministrazione giurisdizionale di Alassio in capo all'armata francese richiese un prestito di 30 mila franchi ai più ricchi abitanti della Giurisdizione. La notizia fu quindi notificata con un messaggio all'amministrazione municipale di Diano. La lettera finì nelle mani di due agenti municipali Domenico Calsamiglia e Giovanni Novaro di Diano Marina i quali decisero di occultarla essendo anche loro indicati fra coloro che avrebbero dovuto provvedere all'esborso del denaro. I due rifecero poi la lettera togliendo i propri nomi ed indicando quello di Antonio Gramondo al quale chiedevano 1000 franchi. Il sotterfugio venne in seguito scoperto, ai due funzionari venne intimato di non aprire più tali lettere e a Gramondo venne notevolmente ridotta la quota da versare (da 1.000 a 125). Tuttavia, quando Gramondo si trovò di fronte Calsamiglia, non poté fare a meno, a seguito di un diverbio insorto, di sferrargli un colpo con il proprio bastone, gesto per il quale fu condannato a 10 anni di carcere in quanto rivolto ad un funzionario pubblico.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[In 4, pp. 15 + (1b). Timbretti ai margg. bianchi delle cc. Br. rifatta con carta d'epoca. Interessante processo relativo alla condanna di dieci anni di carcere inflitta ad Antonio Gramondo per aver colpito con un bastone il funzionario pubblico Domenico Calsamiglia. L'antefatto che portò al gesto è il motivo per il quale si richiedono delle attenuanti per Gramondo. L'amministrazione giurisdizionale di Alassio in capo all'armata francese richiese un prestito di 30 mila franchi ai più ricchi abitanti della Giurisdizione. La notizia fu quindi notificata con un messaggio all'amministrazione municipale di Diano. La lettera finì nelle mani di due agenti municipali Domenico Calsamiglia e Giovanni Novaro di Diano Marina i quali decisero di occultarla essendo anche loro indicati fra coloro che avrebbero dovuto provvedere all'esborso del denaro. I due rifecero poi la lettera togliendo i propri nomi ed indicando quello di Antonio Gramondo al quale chiedevano 1000 franchi. Il sotterfugio venne in seguito scoperto, ai due funzionari venne intimato di non aprire più tali lettere e a Gramondo venne notevolmente ridotta la quota da versare (da 1.000 a 125). Tuttavia, quando Gramondo si trovò di fronte Calsamiglia, non poté fare a meno, a seguito di un diverbio insorto, di sferrargli un colpo con il proprio bastone, gesto per il quale fu condannato a 10 anni di carcere in quanto rivolto ad un funzionario pubblico.]]></content:encoded>
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		<title>Al tribunale civile della giurisdizione degli ulivi. Ristretto di fatto e di ragioni nella causa di appello tra gli cittadini Giuseppe e prete Domenico Curli Q. Pier Filippo ai nomi ec. ed il deputato per il cittadino Roberto Curli e l&#8217;eredità, beni ed eredi del q. marco Curli&#8230;</title>
		<link>https://libreriaantiquariacoenobium.it/catalogo/al-tribunale-civile-della-giurisdizione-degli-ulivi-ristretto-di-fatto-e-di-ragioni-nella-causa-di-appello-tra-gli-cittadini-giuseppe-e-prete-domenico-curli-q-pier-filippo-ai-nomi-ec-ed-il-deputato-pe/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2015 18:18:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[In 4, pp. 51 + (1b). Fioriture al front. Annotazioni manoscritte con grafia coeva ai margg. bianchi. Br. rifatta con carta d'epoca. Disputa relativa all'eredità di alcuni terreni. Domenico e Giuseppe Curli mossero una petizione al giudice di Taggia contro Giorgio e Pietro Curi in relazione alla mancata &#34;consegna di alcuni luoghi di Monte di Roma lasciati ai medesimi dal fu. Gio. Battista Curli nel suo testamento... e la consegna parimenti... ossia translazione di altri luoghi due e centesimi cinquantasei simili... e l'immissione al possesso della metà della terra del Molino colla restituzione dei frutti da liquidarsi...&#34;.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[In 4, pp. 51 + (1b). Fioriture al front. Annotazioni manoscritte con grafia coeva ai margg. bianchi. Br. rifatta con carta d'epoca. Disputa relativa all'eredità di alcuni terreni. Domenico e Giuseppe Curli mossero una petizione al giudice di Taggia contro Giorgio e Pietro Curi in relazione alla mancata &#34;consegna di alcuni luoghi di Monte di Roma lasciati ai medesimi dal fu. Gio. Battista Curli nel suo testamento... e la consegna parimenti... ossia translazione di altri luoghi due e centesimi cinquantasei simili... e l'immissione al possesso della metà della terra del Molino colla restituzione dei frutti da liquidarsi...&#34;.]]></content:encoded>
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		<title>Al tribunale civile e criminale nella giurisdizione di Lunigiana. Allegazione per il cittadino Giuseppe Mercadanti di Sarzana carcerato contro il fisco di Sarzana e chi di ragione</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2015 18:18:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[In 4, pp. 31 + (1b). Br. rifatta con carta d'epoca. Memoria difensiva degli avvocati Giuseppe Massola e Giovan Battista Tagliasacchi i quali tentano di discolpare il loro assistitito, Giuseppe Mercadanti, da cinque mesi in carcere, per un delitto non commesso ovvero l'omicidio di una donna, Maria Domenica Fornesi, moglie d Francesco Fornesi e sorella di Andrea Bologna. Fu il mezzadro di Mercadanti, Antonio Isopo, a denunciare il padrone dicendo che questi aveva ucciso la donna e l'aveva sepolta nella cantina della sua casa di villeggiatura. La Rota civile e criminale di Sarzana trovò in effetti dei resti umani nel luogo indicato oltre ad una serie di prove che facevano supporre che fosse proprio Mercadanti l'autore del delitto. Lo stesso Mercadanti si dichiarò colpevole durante un interrogatorio. In questa memoria difensiva i due avvocati, riscostruendo l'intera vicenda, tentano di dimostrare la non colpevolezza di Mercadanti.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[In 4, pp. 31 + (1b). Br. rifatta con carta d'epoca. Memoria difensiva degli avvocati Giuseppe Massola e Giovan Battista Tagliasacchi i quali tentano di discolpare il loro assistitito, Giuseppe Mercadanti, da cinque mesi in carcere, per un delitto non commesso ovvero l'omicidio di una donna, Maria Domenica Fornesi, moglie d Francesco Fornesi e sorella di Andrea Bologna. Fu il mezzadro di Mercadanti, Antonio Isopo, a denunciare il padrone dicendo che questi aveva ucciso la donna e l'aveva sepolta nella cantina della sua casa di villeggiatura. La Rota civile e criminale di Sarzana trovò in effetti dei resti umani nel luogo indicato oltre ad una serie di prove che facevano supporre che fosse proprio Mercadanti l'autore del delitto. Lo stesso Mercadanti si dichiarò colpevole durante un interrogatorio. In questa memoria difensiva i due avvocati, riscostruendo l'intera vicenda, tentano di dimostrare la non colpevolezza di Mercadanti.]]></content:encoded>
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		<title>Alcune prime parole sulla situazione nuova dei popoli liguri e piemontesi. Seconda edizione.</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2015 18:18:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In 8, pp. 32. Br. ed. con insignificante manc. all'ant]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[In 8, pp. 32. Br. ed. con insignificante manc. all'ant]]></content:encoded>
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		<title>Alte Langhe. Strada del Colle del Giovo nella valle dell&#8217;Erro. Fotografia originale</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2015 18:18:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Fotografia originale in b/n vintage stampa alla gelatina ai sali d'argento, didascalia manoscritta al verso cm 16,5 x 11,5 montata su cartoncino bordato cm 23 x 17 che ritrae un uomo sulla motocicletta sulla strada del colle di Giovo nella valle dell'Erro. Sullo sfondo un paesino non identificato.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[Fotografia originale in b/n vintage stampa alla gelatina ai sali d'argento, didascalia manoscritta al verso cm 16,5 x 11,5 montata su cartoncino bordato cm 23 x 17 che ritrae un uomo sulla motocicletta sulla strada del colle di Giovo nella valle dell'Erro. Sullo sfondo un paesino non identificato.]]></content:encoded>
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		<title>Annalium genuensium Iacobi Bonfadij libri quinque ab anno MDXXVIII recuperatae libertatis usque ad annum MDL nunc primum in lucem editi &amp; ab innumeris mendis, quibus complures manu scripti&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Apr 2022 14:32:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Santero]]></dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[In 8, cm 14,5 x 20, pp. (16) + 206. Stemma xilografico al frontespizio. Mezza pelle settecentesca con angoli, fregi oro e nervature al dorso. Sguardie in carta marmorizzata coordinate a quelle dei piatti. Ex libris nobiliare al contropiatto. Elegantemente stampata in bel carattere corsivo.  Edizione originale latina, pubblicata contemporaneamente all'edizione italiana a cura di Bartolomeo Paschetto e dedicata a Giulio Pallavicino di questi annali della Repubblica di Genova che partono dal 1528 sino all'anno 1550. Questi vennero pubblicati postumi in quanto il Bonfadio, proprio nel 1550 venne accusato di sodomia e in seguito giustiziato (non si sa se nel 1551, nel 1560 o nel 1582). Misteriosa rimane comunque tutta la vicenda. Sembrerebbe che a scatenare le accuse contro il Bonfadio, più che le ragioni legate alle sue preferenze sessuali (peraltro comprovate dai commenti di alcuni suoi contemporanei), siano state alcune considerazioni non gradite da alcune importanti famiglie genovesi, contenute nei suoi annali, caratterizzati peraltro da un atteggiamento storiografico poco incline ai toni encomiastici e di stesura cronachistica tipica dei suoi predecessori. Non da escludere, inoltre, anche la possibilità che, le ragioni della sua condanna fossero dovute ad accuse di eresia (il Pantagano, in una lettera a Manuzio, definisce il Bonfadio 'molto eretico'), accuse che la Repubblica genovese sovente tendeva ad occultare. Comunque il successo dell'opera è testimoniato dalle molte edizioni che seguirono questa (1725, 1747, 1759) e la traduzione italiana. Apprezzato per il suo stile letterario, ebbe importanti rapporti con umanisti quali il Franco, Paolo Manuzio, M. Flaminio. Fu anche precettore del figlio di Pietro Bembo. Grazie a ciò ebbe modo di guadagnarsi la cattedra in filosofia presso lo Studio genovese]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[In 8, cm 14,5 x 20, pp. (16) + 206. Stemma xilografico al frontespizio. Mezza pelle settecentesca con angoli, fregi oro e nervature al dorso. Sguardie in carta marmorizzata coordinate a quelle dei piatti. Ex libris nobiliare al contropiatto. Elegantemente stampata in bel carattere corsivo.  Edizione originale latina, pubblicata contemporaneamente all'edizione italiana a cura di Bartolomeo Paschetto e dedicata a Giulio Pallavicino di questi annali della Repubblica di Genova che partono dal 1528 sino all'anno 1550. Questi vennero pubblicati postumi in quanto il Bonfadio, proprio nel 1550 venne accusato di sodomia e in seguito giustiziato (non si sa se nel 1551, nel 1560 o nel 1582). Misteriosa rimane comunque tutta la vicenda. Sembrerebbe che a scatenare le accuse contro il Bonfadio, più che le ragioni legate alle sue preferenze sessuali (peraltro comprovate dai commenti di alcuni suoi contemporanei), siano state alcune considerazioni non gradite da alcune importanti famiglie genovesi, contenute nei suoi annali, caratterizzati peraltro da un atteggiamento storiografico poco incline ai toni encomiastici e di stesura cronachistica tipica dei suoi predecessori. Non da escludere, inoltre, anche la possibilità che, le ragioni della sua condanna fossero dovute ad accuse di eresia (il Pantagano, in una lettera a Manuzio, definisce il Bonfadio 'molto eretico'), accuse che la Repubblica genovese sovente tendeva ad occultare. Comunque il successo dell'opera è testimoniato dalle molte edizioni che seguirono questa (1725, 1747, 1759) e la traduzione italiana. Apprezzato per il suo stile letterario, ebbe importanti rapporti con umanisti quali il Franco, Paolo Manuzio, M. Flaminio. Fu anche precettore del figlio di Pietro Bembo. Grazie a ciò ebbe modo di guadagnarsi la cattedra in filosofia presso lo Studio genovese]]></content:encoded>
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		<title>Antiche ceramiche liguri. Maioliche di Genova e Savona</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2021 07:53:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Santero]]></dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[In 4, cm. 24 x 32,5, pp. n. 526 + (2) con numerose illustrazioni in bianco e nero nel testo e 150 tavole con riproduzioni di ceramiche blu e a colori e blu con relative marche, sempre nel testo. Legatura in similpelle, tassello con illustrazione applicato al piatto anteriore, titoli in oro al piatto e al dorso. Piccola mancanza al margine superiore del dorso, interno in perfette condizioni. Cofanetto in cartoncino con normali segni del tempo. Imponente monografia sulle maioliche savonesi e genovesi realizzata da Costantino Barile, uno dei massimi conoscitori in materia di ceramiche, pubblicata postuma e aggiornata da Vitaliano Rocchiero. Edizione di 2000 copie numerate (n. 156).]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[In 4, cm. 24 x 32,5, pp. n. 526 + (2) con numerose illustrazioni in bianco e nero nel testo e 150 tavole con riproduzioni di ceramiche blu e a colori e blu con relative marche, sempre nel testo. Legatura in similpelle, tassello con illustrazione applicato al piatto anteriore, titoli in oro al piatto e al dorso. Piccola mancanza al margine superiore del dorso, interno in perfette condizioni. Cofanetto in cartoncino con normali segni del tempo. Imponente monografia sulle maioliche savonesi e genovesi realizzata da Costantino Barile, uno dei massimi conoscitori in materia di ceramiche, pubblicata postuma e aggiornata da Vitaliano Rocchiero. Edizione di 2000 copie numerate (n. 156).]]></content:encoded>
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		<title>Appennino. Santuario della Vittoria ai Giovi. Due fotografie</title>
		<link>https://libreriaantiquariacoenobium.it/catalogo/appennino-santuario-della-vittoria-ai-giovi-due-fotografie/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2015 18:18:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Due fotografie originali in b/n vintage, stampa alla gelatina ai sali d'agento, la prima cm 17,4 x 12,7 montata su cartoncino bordato cm 23 x 17,2, didascalia manoscritta al verso, ritrae una ragazza semicoricata su un pendio erboso e, in lontananza, il santuario della Vittoria ai Giovi; la seconda cm 17,3 x 12,5 montata su cartoncino bordato cm 22,5 x 16,5 ritrae una donna e un bambino nei pressi del santuario della Vittoria ai Giovi ritratto più da vicino rispetto all'altra immagine.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[Due fotografie originali in b/n vintage, stampa alla gelatina ai sali d'agento, la prima cm 17,4 x 12,7 montata su cartoncino bordato cm 23 x 17,2, didascalia manoscritta al verso, ritrae una ragazza semicoricata su un pendio erboso e, in lontananza, il santuario della Vittoria ai Giovi; la seconda cm 17,3 x 12,5 montata su cartoncino bordato cm 22,5 x 16,5 ritrae una donna e un bambino nei pressi del santuario della Vittoria ai Giovi ritratto più da vicino rispetto all'altra immagine.]]></content:encoded>
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		<title>Applausi delle deità maritime e terrestri alle virtù del serenissimo Lorenzo Centurione doge della Sereniss. Repubblica di Genova acclamato col nome di Almauro</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2015 18:18:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[In 16, pp. 64. Cartonatura rustica coeva. Raccolta di componimenti poetici (sonetti e canzoni) di gusto arcadico - la dedica iniziale al Doge di Genova è firmata dagli Arcadi della Colonia Ligustica - segue l'introduzione che riporta in calce il nome di Miralbo Calunteo (Salvatore Squarciafico). Vari sono poi gli autori dei componimenti (Ogeno, Dimisco, Eritro Faresio, eccc...). I nomi degli autori sono quindi indicati all'ultima pagina accanto ai rispettivi pseudonimi arcadici (18 autori in tutto). Il primo componimento è l'unico in latino, un'ode dedicata all'Oceano. Rarissima operetta presente in un solo esemplare in un'unica biblioteca italiana (censimento ICCU) testimonianza del verseggiare degli Arcadi liguri con curiose contaminazioni tra lo spirito pastorale boschereccio e quello marino di derivazione locale.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[In 16, pp. 64. Cartonatura rustica coeva. Raccolta di componimenti poetici (sonetti e canzoni) di gusto arcadico - la dedica iniziale al Doge di Genova è firmata dagli Arcadi della Colonia Ligustica - segue l'introduzione che riporta in calce il nome di Miralbo Calunteo (Salvatore Squarciafico). Vari sono poi gli autori dei componimenti (Ogeno, Dimisco, Eritro Faresio, eccc...). I nomi degli autori sono quindi indicati all'ultima pagina accanto ai rispettivi pseudonimi arcadici (18 autori in tutto). Il primo componimento è l'unico in latino, un'ode dedicata all'Oceano. Rarissima operetta presente in un solo esemplare in un'unica biblioteca italiana (censimento ICCU) testimonianza del verseggiare degli Arcadi liguri con curiose contaminazioni tra lo spirito pastorale boschereccio e quello marino di derivazione locale.]]></content:encoded>
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