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	<title>Libreria Antiquaria Coenobium &#187; Prodotti</title>
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		<title>Dell&#8217;industrialismo in rapporto alla sua influenza su i salarj. Memoria presentata in risposta al quesito proposto dall&#8217;I. e R. Accademia dei Tegei di Siena&#8230; premiata con medaglia d&#8217;oro nella solenne adunanza de&#8217; 17 agosto 1843</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2015 18:18:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In 8, pp. 87 + (1) di errata. Br. rifatta con carta d'epoca. Pubblicazione vincitrice della medaglia d'oro del concorso di studi bandito dall'Accademia dei Tigei di Siena sul seguente tema: &#34;Ricercare se l'odierna tendenza a sostituire all'opera dell'uomo le macchine ed i potenti motori fisici in tutti i rami d'industria possa imfluir sempre favorevolmente sulla prosperità di una nazione...&#34;. Rinieri de Rocchi, rifacendosi alle teorie di Romagnosi, ritiene che la vera civiltà consista nello sviluppo della forza degli uomini di pari passo all'evoluzione di un equo regime politico. L'uomo si è certamente evoluto come dimostrano le migliori condizioni di vita della classe operaia, tuttavia, a fronte di una ricchezza maggiore divisa fra molti, si assiste anche all'aumento della diseguaglianza e al pauperismo, ignoto nelle società antiche, diffusosi nelle società moderne che si sono sviluppate grazie alla proliferazione meccanico industriale. A seguito di ciò, è accduto che molti criticassero l'introduzione delle macchine e chiedessero di mettere un freno alla loro diffusione. Questa, secondo l'A., è un'aberrazione dei principi economici, anche perché è da rigettarsi la teoria di quanti, come Sismodi, ritengono che la diffusione delle macchine comporti un'eccedenza della produzione.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[In 8, pp. 87 + (1) di errata. Br. rifatta con carta d'epoca. Pubblicazione vincitrice della medaglia d'oro del concorso di studi bandito dall'Accademia dei Tigei di Siena sul seguente tema: &#34;Ricercare se l'odierna tendenza a sostituire all'opera dell'uomo le macchine ed i potenti motori fisici in tutti i rami d'industria possa imfluir sempre favorevolmente sulla prosperità di una nazione...&#34;. Rinieri de Rocchi, rifacendosi alle teorie di Romagnosi, ritiene che la vera civiltà consista nello sviluppo della forza degli uomini di pari passo all'evoluzione di un equo regime politico. L'uomo si è certamente evoluto come dimostrano le migliori condizioni di vita della classe operaia, tuttavia, a fronte di una ricchezza maggiore divisa fra molti, si assiste anche all'aumento della diseguaglianza e al pauperismo, ignoto nelle società antiche, diffusosi nelle società moderne che si sono sviluppate grazie alla proliferazione meccanico industriale. A seguito di ciò, è accduto che molti criticassero l'introduzione delle macchine e chiedessero di mettere un freno alla loro diffusione. Questa, secondo l'A., è un'aberrazione dei principi economici, anche perché è da rigettarsi la teoria di quanti, come Sismodi, ritengono che la diffusione delle macchine comporti un'eccedenza della produzione.]]></content:encoded>
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		<title>Des classes dangereuses de la population dans les grandes ville set des moyens de les rendre meilleurs. Ouvrage recompense en 1838 par l?institut de France. Par H. A. Frégier chef de bureau à la prefecture de la Seine. Tome premier (-deuxieme)</title>
		<link>https://libreriaantiquariacoenobium.it/catalogo/des-classes-dangereuses-de-la-population-dans-les-grandes-ville-set-des-moyens-de-les-rendre-meilleurs-ouvrage-recompense-en-1838-par-linstitut-de-france-par-h-a-frgier-chef-de-bureau-la-prefecture-d/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2015 18:18:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[2 voll. in 8, pp. XII + 436; (4) + 528. Marm. M. pl. coeva con fr. al d. Ed. orig. Importante opera che ebbe grande influenza ai suoi tempi. Viva testimonianza del degrado delle masse proletarie inurbate, in particolare a Parigi. Manifesto di quel tipo di criminologia ottocentesca incentrata sulla difesa della società dai malvagi. Si fonda sul principio che, pur essendo gli operai di Parigi divisi in due classi, gli operai di bottega, dotati di maniere eleganti e compite, e gli operai delle fabbriche, rudi, ignoranti e grossolani, tutti sono comunque dominati dal vizio. Fregier porta l?esempio di quelle famiglie che tengono i figli sin verso i 12 anni a lavorare nelle fabbriche e nelle filature e poi li collocano presso qualche artigiano: si tratta di una soluzione per evitare che il fanciullo cada nella depravazione anzitempo. Descrive poi le gravidanze affrontate con sfrontatezza e disinteresse per la prole da parte delle giovani operaie e quanto queste si mostrino oscene e sguaiate all?uscita dalla fabbrica. Nell?affrontare il nodo dell?istruzione, l'A. afferma che l?istruzione del povero deve essere sorvegliata dall?autorità alla luce dei pericoli rappresentati dalla stampa. Per ovviare all?incapacità di educare i propri figli da parte di molte delle famiglie di operai, suggerisce che i fanciulli siano fatti vivere direttamente in fabbrica, cresciuti e nutriti dal padrone e, nei giorni di festa, portati a giocare nei campi sotto la sorveglianza degli operai più adulti. Il XIX secolo fu ossessionato dal terrore che i poveri potessero essere pericolosi. Nel XX si cominciò a ritenere che questo pericolo potesse essere ovviato con una combinazione di repressione e progresso sociale e che, complici anche due guerre mondiali, potessero essere le classi alte a rappresentare un pericolo. Siamo sicuri che il XXI secolo non possa rappresentare un inquietante ritorno alle dottrine di Fregier? Cfr. Foucault, Sorvegliare e punire, pp. 288; 310. Kress, C.5176. Einaudi, 2293. Palgrave, 27709.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[2 voll. in 8, pp. XII + 436; (4) + 528. Marm. M. pl. coeva con fr. al d. Ed. orig. Importante opera che ebbe grande influenza ai suoi tempi. Viva testimonianza del degrado delle masse proletarie inurbate, in particolare a Parigi. Manifesto di quel tipo di criminologia ottocentesca incentrata sulla difesa della società dai malvagi. Si fonda sul principio che, pur essendo gli operai di Parigi divisi in due classi, gli operai di bottega, dotati di maniere eleganti e compite, e gli operai delle fabbriche, rudi, ignoranti e grossolani, tutti sono comunque dominati dal vizio. Fregier porta l?esempio di quelle famiglie che tengono i figli sin verso i 12 anni a lavorare nelle fabbriche e nelle filature e poi li collocano presso qualche artigiano: si tratta di una soluzione per evitare che il fanciullo cada nella depravazione anzitempo. Descrive poi le gravidanze affrontate con sfrontatezza e disinteresse per la prole da parte delle giovani operaie e quanto queste si mostrino oscene e sguaiate all?uscita dalla fabbrica. Nell?affrontare il nodo dell?istruzione, l'A. afferma che l?istruzione del povero deve essere sorvegliata dall?autorità alla luce dei pericoli rappresentati dalla stampa. Per ovviare all?incapacità di educare i propri figli da parte di molte delle famiglie di operai, suggerisce che i fanciulli siano fatti vivere direttamente in fabbrica, cresciuti e nutriti dal padrone e, nei giorni di festa, portati a giocare nei campi sotto la sorveglianza degli operai più adulti. Il XIX secolo fu ossessionato dal terrore che i poveri potessero essere pericolosi. Nel XX si cominciò a ritenere che questo pericolo potesse essere ovviato con una combinazione di repressione e progresso sociale e che, complici anche due guerre mondiali, potessero essere le classi alte a rappresentare un pericolo. Siamo sicuri che il XXI secolo non possa rappresentare un inquietante ritorno alle dottrine di Fregier? Cfr. Foucault, Sorvegliare e punire, pp. 288; 310. Kress, C.5176. Einaudi, 2293. Palgrave, 27709.]]></content:encoded>
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		<title>La concentrazione delle industrie e la guerra delle Nazioni.</title>
		<link>https://libreriaantiquariacoenobium.it/catalogo/la-concentrazione-delle-industrie-e-la-guerra-delle-nazioni/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2015 18:18:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In 16, pp. 164 con 1 tav. sin. rip. f. t. Br. ed. Collana: Studii di Politica, Finanaza ed Economia. Pubblicati a cura della Rivista delle Società Commerciali.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[In 16, pp. 164 con 1 tav. sin. rip. f. t. Br. ed. Collana: Studii di Politica, Finanaza ed Economia. Pubblicati a cura della Rivista delle Società Commerciali.]]></content:encoded>
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