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	<title>Libreria Antiquaria Coenobium &#187; Prodotti</title>
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	<description>Asti</description>
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		<title>Traitè de galvanoplastie. Juin 1843</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2021 15:37:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Santero]]></dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[In 8 (cm 15 x 22,5), pp. (4) + 122; 6 con illustrazioni intercalate al testo. Qualche brunitura sparsa alle pagine. Alone a pagina 122. Legatura coeva in mezza pelle. Edizione originale di questo trattato di particolare importanza che, oltre alla sua funzione manualistica, descrive anche i principi fisico chimici di base. Grazie alla galvanoplastica era possibile riprodurre in metallo un oggetto grazie a un processo di elettrolisi. Tra le varie applicazioni, qui viene descritto il modo per riprodurre i dagherrotipi. Lerebours fu infatti uno dei migliori ottici francesi, per primo costruì lenti superiori a quelle degli inglesi e molto si applicò per il miglioramento della neonata fotografia (nello stesso anno pubblicò un saggio dedicato alla fotografia). In qualità di editore pubblicò le 'Excursions daguerriennes'. Interessanti alle pagine 34 e 39 le citazioni di Brugnatelli Alla fine del saggio di Lerebours seguono due altri saggi in italiano: "Della pila di Bunsen. Maniera per servirsene e cura per mantenerla in buono stato" di Enrico Federico Jest e "Notizia di un nuovo apparto per esplorare l'azione dell'elettromagnetismo sui corpi" di Carlo Jest (entrambi con illustrazioni). E. F. Jest e Carlo Jest, padre e figlio, furono ottici meccanici. Enrico Federico fu il primo a fotografare la Gran Madre a Torino l'8 ottobre 1839 (la chiesa era stata terminata solo nel 1831) mediante dagherrotipia e con l'utilizzo di una macchina fotografica autoprodotta.]]></description>
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