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	<title>Libreria Antiquaria Coenobium &#187; Prodotti</title>
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		<title>Corso 1935 &#8211; 38. (Accademia navale Livorno)</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jun 2016 14:57:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Santero]]></dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[In 4, cm 33 x 24,5, pp. XCVI interamente illustrate in fotomontaggio, anche a piena pagina. Tutta tela editoriale con fregi al piatto anteriore. Album di fine corso dell'Accademia Navale di Livorno per il triennio 1935 - 1938, interamente realizzato in fotomontaggio a cura del fotografo dell'Accademia Navale Bruno Miniati e del pittore del gruppo Labronico Dino Visibelli. Miniati fu un importante fotografo livornese che, a partire dalla prima guerra, si applicò in particolare nella fotografia di guerra. Molto noti sono i suoi lavori dedicati all'Accademia navale.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[In 4, cm 33 x 24,5, pp. XCVI interamente illustrate in fotomontaggio, anche a piena pagina. Tutta tela editoriale con fregi al piatto anteriore. Album di fine corso dell'Accademia Navale di Livorno per il triennio 1935 - 1938, interamente realizzato in fotomontaggio a cura del fotografo dell'Accademia Navale Bruno Miniati e del pittore del gruppo Labronico Dino Visibelli. Miniati fu un importante fotografo livornese che, a partire dalla prima guerra, si applicò in particolare nella fotografia di guerra. Molto noti sono i suoi lavori dedicati all'Accademia navale.]]></content:encoded>
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		<title>Exposition de l&#8217;aeronautique italienne. De juin a octobre 1934, pieghevole pubblicitario</title>
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		<pubDate>Tue, 10 May 2016 15:51:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[coenobium]]></dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Pieghevole di 6 facciate (ciascuna misura cm 13,5 x 19), con illustrazioni e bel fotomontaggio di immagini che mixano scorci delle città d'arte italiane con opere d'arte. Testo in francese. Bel pieghevole che presenta la mostra di aeronautica italiana dell'ottobre del 1934.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[Pieghevole di 6 facciate (ciascuna misura cm 13,5 x 19), con illustrazioni e bel fotomontaggio di immagini che mixano scorci delle città d'arte italiane con opere d'arte. Testo in francese. Bel pieghevole che presenta la mostra di aeronautica italiana dell'ottobre del 1934.]]></content:encoded>
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		<title>La Gazzetta del popolo nel suo novantesimo anno. 16 giugno 1848 &#8211; 16 giugno 1938</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Sep 2015 14:18:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Santero]]></dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[In 4, cm 24 x 32, pp. XVIII + 166 con 1 tavola fuori testo applicata su cartoncino e centinaia di illustrazioni fotografiche nel testo, molti i fotomontaggi e i documenti storici del periodo risorgimentale legati alla testa. Cartonatura editoriale con rare abrasioni ai tagli. Elegante lavoro tipografico]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[In 4, cm 24 x 32, pp. XVIII + 166 con 1 tavola fuori testo applicata su cartoncino e centinaia di illustrazioni fotografiche nel testo, molti i fotomontaggi e i documenti storici del periodo risorgimentale legati alla testa. Cartonatura editoriale con rare abrasioni ai tagli. Elegante lavoro tipografico]]></content:encoded>
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		<title>La Rivista illustrata del Popolo d&#8217;Italia, anno XVIII, maggio 1940</title>
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		<pubDate>Mon, 08 May 2023 14:08:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Santero]]></dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[In 4 (cm 26,5 x 33), pp. 246 con 7 tavole fuori testo (2 di Micaelles), riproduzioni fotografiche in bianco/nero, illustrazioni a colori, pagine pubblicitarie. Lievi danni riparati al dorso. Brossura editoriale illustrata 'La Rivista Illustrata del Popolo d'Italia' nasce nel maggio 1923 come supplemento illustrato del quotidiano "Il Popolo d'Italia" fondato nel 1914 a Milano da Mussolini e dal 1922 organo ufficiale del Partito Nazionale Fascista. Avviata e diretta da Arnaldo Mussolini (fino al 1928) e Manlio Morgagni, la Rivista è un mensile di lusso (bimestrale nei primi mesi fino al 1923) consacrato all'attualità politica e alla divulgazione culturale indirizzata ad un pubblico borghese. "Il periodico è stampato su carta patinata e rilegato in eleganti fascicoli di grande formato, nella definizione della coi fisionomia gioca un ruolo determinante la massiccia presenza della fotografia, solitamente d'agenzia o d'autore e con cliches Alfieri &#38; Lacroix. Morgagni - stretto collaboratore di Mussolini - ne firma gli editoriali, illustrati da Mario Sironi: vi scrivono di cronaca Dinale, Polverelli, Dini, Domenichelli... La testata manifesta una sensibile attenzione a grafica e comunicazione visiva. Se da un lato si avverte l'influenza dell'estetica di Sironi, presente su ogni numero nelle vesti di disegnatore, è Marco Luigi Poli, protagonista della stampa periodica illustrata dell'epoca, esperto di fotografia e aggiornato alle più attuali espressioni delle avanguardie internazionali, a determinar ne strettamente l'orientamento visivo. Segnalato come redattore, è di fatto il direttore artistico del mensile, per il quale coordina un gruppo di artisti e graphic designer d'eccezione, tra cui Buffoni, Carboni, Munari, Schawinsky, Nizzoli, Boggeri, che negli anni trenta realizzano disegni, composizioni grafiche e fotomontaggi per copertine e pagine interne, conferendo alla rivista un taglio modero e sperimentale..." ("Arte moltiplicata, L'immagine del '900 italiano nello specchio dei rotocalchi", 2014, p. 336). In questo numero: I nuovi scavi di Ostia; La Roma di Mussolini (con foto di Il Palazzo della Civiltà italiana, il ponte Duca d'Aosta, Palazzo degli Uffici); La VII Triennale di Milano; La battaglia del grano (con bella tavola con fotomontaggio di Micaelles); Il problema del carbone italiano (con bella tavola con fotomontaggio di Micaelles); Il problema dell'energia elettrica; ampia parte relativa all'industria italiana con foto: Fiat, la Terbi, Cogne, Ansaldo, Alfa Romeo, Carlo Erba, Lanificio Marzotto, ecc...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[In 4 (cm 26,5 x 33), pp. 246 con 7 tavole fuori testo (2 di Micaelles), riproduzioni fotografiche in bianco/nero, illustrazioni a colori, pagine pubblicitarie. Lievi danni riparati al dorso. Brossura editoriale illustrata 'La Rivista Illustrata del Popolo d'Italia' nasce nel maggio 1923 come supplemento illustrato del quotidiano "Il Popolo d'Italia" fondato nel 1914 a Milano da Mussolini e dal 1922 organo ufficiale del Partito Nazionale Fascista. Avviata e diretta da Arnaldo Mussolini (fino al 1928) e Manlio Morgagni, la Rivista è un mensile di lusso (bimestrale nei primi mesi fino al 1923) consacrato all'attualità politica e alla divulgazione culturale indirizzata ad un pubblico borghese. "Il periodico è stampato su carta patinata e rilegato in eleganti fascicoli di grande formato, nella definizione della coi fisionomia gioca un ruolo determinante la massiccia presenza della fotografia, solitamente d'agenzia o d'autore e con cliches Alfieri &#38; Lacroix. Morgagni - stretto collaboratore di Mussolini - ne firma gli editoriali, illustrati da Mario Sironi: vi scrivono di cronaca Dinale, Polverelli, Dini, Domenichelli... La testata manifesta una sensibile attenzione a grafica e comunicazione visiva. Se da un lato si avverte l'influenza dell'estetica di Sironi, presente su ogni numero nelle vesti di disegnatore, è Marco Luigi Poli, protagonista della stampa periodica illustrata dell'epoca, esperto di fotografia e aggiornato alle più attuali espressioni delle avanguardie internazionali, a determinar ne strettamente l'orientamento visivo. Segnalato come redattore, è di fatto il direttore artistico del mensile, per il quale coordina un gruppo di artisti e graphic designer d'eccezione, tra cui Buffoni, Carboni, Munari, Schawinsky, Nizzoli, Boggeri, che negli anni trenta realizzano disegni, composizioni grafiche e fotomontaggi per copertine e pagine interne, conferendo alla rivista un taglio modero e sperimentale..." ("Arte moltiplicata, L'immagine del '900 italiano nello specchio dei rotocalchi", 2014, p. 336). In questo numero: I nuovi scavi di Ostia; La Roma di Mussolini (con foto di Il Palazzo della Civiltà italiana, il ponte Duca d'Aosta, Palazzo degli Uffici); La VII Triennale di Milano; La battaglia del grano (con bella tavola con fotomontaggio di Micaelles); Il problema del carbone italiano (con bella tavola con fotomontaggio di Micaelles); Il problema dell'energia elettrica; ampia parte relativa all'industria italiana con foto: Fiat, la Terbi, Cogne, Ansaldo, Alfa Romeo, Carlo Erba, Lanificio Marzotto, ecc...]]></content:encoded>
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		<title>La Rivista Illustrata del Popolo d&#8217;Italia. Anno XIV &#8211; N. 4 &#8211; Aprile 1936</title>
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		<pubDate>Fri, 29 May 2015 14:33:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Santero]]></dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[In 4, pp. 188 con 9 tavole f. t. stampate su carta pesante e altre tavole più volte ripiegate inserite nella numerazione. Centinaia di illustrazioni fotografiche e fotomontaggi. Brossura editoriale illustrata opera di Bruno Munari. Importante numero della rivista diretta da Manlio Morgagni, presenta una importante serie di tavole (7 illustrate al recto e al verso), opera di Bruno Munari, costruite attraverso l'ingrandimento fotografico di particolari (tessuti, grano ecc.). Di particolare interesse l'articolo dedicato alle opere assistenziali della Marzotto, alla XVII fiera di Milano (3 fotografie illustrano rilievi plastici di notevole importanza (Prampolini?, una tavola ripiegata (cm 69 x 33) che riporta un importante pannello propagandistico contro le sanzioni. Altre immagini di notevole interesse sono quelle che illustrano i prodotti tessili della Snia Viscosa, della Fiat (Sironi) e il padiglione dell'ottica. Il taglio generale dell'impaginazione lascia comunque presupporre un intervento 'munariano' nella composizione del volume (vedi la tavola doppia dedicata all'O.N.B.).]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[In 4, pp. 188 con 9 tavole f. t. stampate su carta pesante e altre tavole più volte ripiegate inserite nella numerazione. Centinaia di illustrazioni fotografiche e fotomontaggi. Brossura editoriale illustrata opera di Bruno Munari. Importante numero della rivista diretta da Manlio Morgagni, presenta una importante serie di tavole (7 illustrate al recto e al verso), opera di Bruno Munari, costruite attraverso l'ingrandimento fotografico di particolari (tessuti, grano ecc.). Di particolare interesse l'articolo dedicato alle opere assistenziali della Marzotto, alla XVII fiera di Milano (3 fotografie illustrano rilievi plastici di notevole importanza (Prampolini?, una tavola ripiegata (cm 69 x 33) che riporta un importante pannello propagandistico contro le sanzioni. Altre immagini di notevole interesse sono quelle che illustrano i prodotti tessili della Snia Viscosa, della Fiat (Sironi) e il padiglione dell'ottica. Il taglio generale dell'impaginazione lascia comunque presupporre un intervento 'munariano' nella composizione del volume (vedi la tavola doppia dedicata all'O.N.B.).]]></content:encoded>
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		<title>La rivista illustrata del Popolo d&#8217;Italia. Fondatori Arnaldo Mussolini &#8211; Manlio Morgagni. Direttore Manlio Morgagni. Anno XX &#8211; N. 5 &#8211; Maggio 1942.</title>
		<link>https://libreriaantiquariacoenobium.it/catalogo/la-rivista-illustrata-del-popolo-ditalia-fondatori-arnaldo-mussolini-manlio-morgagni-direttore-manlio-morgagni-anno-xx-n-5-maggio-1942/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2015 18:18:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[In 4, pp. 176 + (10) con 4 tavole f. t. e moltissime illustrazioni fotografiche anche piena p. n. t. Brossura editoriale illustrata da 2 tavole di R. Micaelles. Lievissimi danni al dorso e ai margini dei piatti. Numero speciale in occasione del XXI aprile. Una primaparte è dedicata alla guerra mentre una seconda contiene vari articoli sulla produzione industriale e le fabbriche quali: Fiat, gruppo Montecatini, Carlo Erba, Alfa Romeo, Cogne, Piaggio, Ferriera di Bolzaneto, San Giorgio, Odero Terni Orlando, Ansaldo, Ilva, Terni, Pirelli, Caffaro, Snia Viscosa ecc. Impaginazione costruita su un utilizzo della fotografia con taglio decisamente modernista, con destrutturazione delle immagini, fondini colorati ecc. Pubblicità di Dinelli e tavole di Sironi, Micaelles, Bucci ecc.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[In 4, pp. 176 + (10) con 4 tavole f. t. e moltissime illustrazioni fotografiche anche piena p. n. t. Brossura editoriale illustrata da 2 tavole di R. Micaelles. Lievissimi danni al dorso e ai margini dei piatti. Numero speciale in occasione del XXI aprile. Una primaparte è dedicata alla guerra mentre una seconda contiene vari articoli sulla produzione industriale e le fabbriche quali: Fiat, gruppo Montecatini, Carlo Erba, Alfa Romeo, Cogne, Piaggio, Ferriera di Bolzaneto, San Giorgio, Odero Terni Orlando, Ansaldo, Ilva, Terni, Pirelli, Caffaro, Snia Viscosa ecc. Impaginazione costruita su un utilizzo della fotografia con taglio decisamente modernista, con destrutturazione delle immagini, fondini colorati ecc. Pubblicità di Dinelli e tavole di Sironi, Micaelles, Bucci ecc.]]></content:encoded>
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		<title>Ospedale al mare &#8211; Lido di Venezia</title>
		<link>https://libreriaantiquariacoenobium.it/catalogo/ospedale-al-mare-lido-di-venezia/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Sep 2022 14:50:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Santero]]></dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[In 8 (cm 23 x 22), pp. (8). Brossura editoriale. Interessante e raro opuscolo fotografico di propaganda, caratterizzato da fotomontaggi dell'Ospedale al mare del Lido di Venezia, che ritraggono lo stabilimento, i reparti, i pazienti, le attività in spiaggia. L'immagine è preponderante rispetto al testo, occupando la quasi totalità della pagina con poche righe di testo in blu al margine inferiore. Al piatto anteriore compare un fotomontaggio con una bella veduta del lido dall'alto, un bambino in acqua con salvagente con il nome dell'Ospedale, e un paziente che guarda il panorama. Al piatto posteriore la cartina dell'Italia con lo schema delle province d'origine dei malati accolti durante il 1934. Le due pagine finali raffigurano un campionario di malati, grandi e piccoli, mentre fanno esercizio fisico, guardano diritto verso l'obiettivo mostrando i propri problemi dermatologici, sono ingabbiati in busti costruiti ad hoc, accanto alle foto di lavoro del personale medico-sanitario (il modellamento dei busti, le parti tessili perfezionate alla macchina da cucire). Altri scatti raffigurano le mense imbandite per i bambini in spiaggia, oppure decine di lettini affiancati, con foto in proiezione verticale, per l'aeroterapia collettiva, esercizi in palestra, i compiti scolastici, lo spettacolo teatrale per la ricreazione, le corse sul litorale accanto ad immagini di provette e indagini al microscopio. Piero Giacomelli, fotografo veneziano, faceva parte di una piccola dinastia di fotografi. Tuttavia, più degli altri "riuscì ad inserirsi con convinzione e grande intuito nel momento di grazia vissuto dalla fotografia a partire dagli anni Venti e si dimostrò coraggioso innovatore della struttura dell'azienda e delle tecniche di lavorazione nonché abile gestore della rete di rapporti che riesce a tessere con i maggiorenti della città, diventando lui stesso un importante esponente dell'imprenditoria locale. Convinto sostenitore del Regime - molti suoi ritratti ufficiali ce lo restituiscono rigorosamente in camicia nera – ne diviene un accorto interprete. Enti pubblici - Biennale di Venezia in primo luogo - e industrie si avvalgono della sua opera, richiesta spesso fuori Venezia" ("Venezia novecento. Reale Fotografia Giacomelli", Skira, 1998, p. 204). L'Ospedale al Mare di Venezia ha le sue origini dall'Ospizio Marino sorto al Lido a metà Ottocento come stabilimento climatico balneare per bambini affetti da scrofola. Diventa l'Ospedale al Mare nel 1933, nonché fiore all'occhiello del Regime fascista, e il carattere benefico-profilattico viene integrato da funzioni curative specifiche ampliandosi con la costruzione di nuovi reparti e padiglioni.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[In 8 (cm 23 x 22), pp. (8). Brossura editoriale. Interessante e raro opuscolo fotografico di propaganda, caratterizzato da fotomontaggi dell'Ospedale al mare del Lido di Venezia, che ritraggono lo stabilimento, i reparti, i pazienti, le attività in spiaggia. L'immagine è preponderante rispetto al testo, occupando la quasi totalità della pagina con poche righe di testo in blu al margine inferiore. Al piatto anteriore compare un fotomontaggio con una bella veduta del lido dall'alto, un bambino in acqua con salvagente con il nome dell'Ospedale, e un paziente che guarda il panorama. Al piatto posteriore la cartina dell'Italia con lo schema delle province d'origine dei malati accolti durante il 1934. Le due pagine finali raffigurano un campionario di malati, grandi e piccoli, mentre fanno esercizio fisico, guardano diritto verso l'obiettivo mostrando i propri problemi dermatologici, sono ingabbiati in busti costruiti ad hoc, accanto alle foto di lavoro del personale medico-sanitario (il modellamento dei busti, le parti tessili perfezionate alla macchina da cucire). Altri scatti raffigurano le mense imbandite per i bambini in spiaggia, oppure decine di lettini affiancati, con foto in proiezione verticale, per l'aeroterapia collettiva, esercizi in palestra, i compiti scolastici, lo spettacolo teatrale per la ricreazione, le corse sul litorale accanto ad immagini di provette e indagini al microscopio. Piero Giacomelli, fotografo veneziano, faceva parte di una piccola dinastia di fotografi. Tuttavia, più degli altri "riuscì ad inserirsi con convinzione e grande intuito nel momento di grazia vissuto dalla fotografia a partire dagli anni Venti e si dimostrò coraggioso innovatore della struttura dell'azienda e delle tecniche di lavorazione nonché abile gestore della rete di rapporti che riesce a tessere con i maggiorenti della città, diventando lui stesso un importante esponente dell'imprenditoria locale. Convinto sostenitore del Regime - molti suoi ritratti ufficiali ce lo restituiscono rigorosamente in camicia nera – ne diviene un accorto interprete. Enti pubblici - Biennale di Venezia in primo luogo - e industrie si avvalgono della sua opera, richiesta spesso fuori Venezia" ("Venezia novecento. Reale Fotografia Giacomelli", Skira, 1998, p. 204). L'Ospedale al Mare di Venezia ha le sue origini dall'Ospizio Marino sorto al Lido a metà Ottocento come stabilimento climatico balneare per bambini affetti da scrofola. Diventa l'Ospedale al Mare nel 1933, nonché fiore all'occhiello del Regime fascista, e il carattere benefico-profilattico viene integrato da funzioni curative specifiche ampliandosi con la costruzione di nuovi reparti e padiglioni.]]></content:encoded>
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