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	<title>Libreria Antiquaria Coenobium &#187; Prodotti</title>
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		<title>A sua eccellenza cavalier Guglielmi reggente di giustizia e polizia e sua congregazione criminale. L?Eccellentissimo Signor Avvocato Pistrucci giudice relatore romana plurium contro Benedetto Nobili tirolese incarcerato;SEGUE: Fogli addizionali&#8230; SEGUE: All&#8217;ill.mo e rev.mo signor Mons. Cavalchini governatore di Roma e sua congregazione criminale; SEGUE: Contro la curia e il fisco. Ristretto di risposta di fatto e di rag.;SEGUE: Idem, Foglio addiz. di fatto e di rag. con somm. in calce&#8230;</title>
		<link>https://libreriaantiquariacoenobium.it/catalogo/a-sua-eccellenza-cavalier-guglielmi-reggente-di-giustizia-e-polizia-e-sua-congregazione-criminale-leccellentissimo-signor-avvocato-pistrucci-giudice-relatore-romana-plurium-contro-benedetto-nobili-tir/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2015 18:18:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In 4, pp. (30); (30); (12); (12) + (8) ; (44); (22); (20); (8); (20); (44). Br. rifatta. Raccolta di memorie relative al giudizio per l'efferato omicidio della moglie dell'imputato e di una sua vicina, con seguente tentativo di incendio della casa al fine di eliminarne le tracce. Questo l'incipit del giudice relatore nel ristretto del processo: &#34;Avido di sangue umano il tivolese carrettiere padronale Benedetto Nobili, uomo di circa 40 anni statura piuttosto alta e di feroce aspetto, se ne reso talmente sitibondo che mai dissetato a sufficienza aumentava sempre la sua ferocia&#34;. Nella notte del 2 settembre 1800, a causa di un alterco, Benedetto Nobili diede dodici coltellate alla moglie. Non pago, appiccò il fuoco al fieno conservato in soffitta. Caso volle che una vicina, comare dell?assassinata, si accorgesse dell'incendio e si precipitasse nell'abitazione dell'amica. Lì incontrò il Nobili che, per coprire il suo misfatto, diede alla sventurata altre 27 coltellate. All'arrivo della pattuglia chiamata dai vicini, il disgraziato disse che le due donne erano state uccise da &#34;due incogniti entrati in casa per rubare&#34;. Da ultimo tentò anche la fuga, passando attraverso il giardino di un ecclesiastico a cui richiese una serie di messe per l'anima della defunta. Infine venne tratto in arresto appena in tempo perché non fosse assalito dalla folla inferocita. Durante il processo venne rilevato che la causa dell'alterco fu la vendita di un fondo di proprietà della moglie così come fu rilevato che alcuni parenti dell'inquisito fossero morti suicidi. La stessa perizia presentata dalla difesa e diversi precedenti specifici attestarono che il Nobili fosse pazzo. Inoltre molto venne speso per provare che il delitto del Nobili non cadesse nel novero dei delitti atrocissimi e che quindi non potesse farsi uso dei tormenti se non di quelli comuni.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[In 4, pp. (30); (30); (12); (12) + (8) ; (44); (22); (20); (8); (20); (44). Br. rifatta. Raccolta di memorie relative al giudizio per l'efferato omicidio della moglie dell'imputato e di una sua vicina, con seguente tentativo di incendio della casa al fine di eliminarne le tracce. Questo l'incipit del giudice relatore nel ristretto del processo: &#34;Avido di sangue umano il tivolese carrettiere padronale Benedetto Nobili, uomo di circa 40 anni statura piuttosto alta e di feroce aspetto, se ne reso talmente sitibondo che mai dissetato a sufficienza aumentava sempre la sua ferocia&#34;. Nella notte del 2 settembre 1800, a causa di un alterco, Benedetto Nobili diede dodici coltellate alla moglie. Non pago, appiccò il fuoco al fieno conservato in soffitta. Caso volle che una vicina, comare dell?assassinata, si accorgesse dell'incendio e si precipitasse nell'abitazione dell'amica. Lì incontrò il Nobili che, per coprire il suo misfatto, diede alla sventurata altre 27 coltellate. All'arrivo della pattuglia chiamata dai vicini, il disgraziato disse che le due donne erano state uccise da &#34;due incogniti entrati in casa per rubare&#34;. Da ultimo tentò anche la fuga, passando attraverso il giardino di un ecclesiastico a cui richiese una serie di messe per l'anima della defunta. Infine venne tratto in arresto appena in tempo perché non fosse assalito dalla folla inferocita. Durante il processo venne rilevato che la causa dell'alterco fu la vendita di un fondo di proprietà della moglie così come fu rilevato che alcuni parenti dell'inquisito fossero morti suicidi. La stessa perizia presentata dalla difesa e diversi precedenti specifici attestarono che il Nobili fosse pazzo. Inoltre molto venne speso per provare che il delitto del Nobili non cadesse nel novero dei delitti atrocissimi e che quindi non potesse farsi uso dei tormenti se non di quelli comuni.]]></content:encoded>
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		<title>A sua eccellenza r.ma Monsignor Bernetti governatore di Roma e sua congregazione criminale. L&#8217;ill.mo Sig. Luogotenente Bruni relatore romana di preteso furto per Lorenzo Betturri carcerato e per la defunta Sig. Annunziata De Angelis morta in prigione Il fisco e i suoi aderenti. Replica di fatto e di ragione con sommario</title>
		<link>https://libreriaantiquariacoenobium.it/catalogo/a-sua-eccellenza-rma-monsignor-bernetti-governatore-di-roma-e-sua-congregazione-criminale-lillmo-sig-luogotenente-bruni-relatore-romana-di-preteso-furto-per-lorenzo-betturri-carcerato-e-per-la-defunta/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2015 18:18:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In 8, pp. (40). Br. rifatta. Curiosa causa relativa al furto di 820 scudi. Interessante il fatto che gli accusati vengano tenuti più di due anni in attesa di giudizio e che nel frattempo una dei due muoia in carcere. La difesa, scagionando l'ostessa De Angelis e il vetturale Betturri, accusa invece altri due vetturali che nell'occasione accompagnavano la vittima.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[In 8, pp. (40). Br. rifatta. Curiosa causa relativa al furto di 820 scudi. Interessante il fatto che gli accusati vengano tenuti più di due anni in attesa di giudizio e che nel frattempo una dei due muoia in carcere. La difesa, scagionando l'ostessa De Angelis e il vetturale Betturri, accusa invece altri due vetturali che nell'occasione accompagnavano la vittima.]]></content:encoded>
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		<title>Accuso la Merlin. Inchiesta sulla prostituzione. Prefazione di Alberto Giovannini. II edizione</title>
		<link>https://libreriaantiquariacoenobium.it/catalogo/accuso-la-merlin-inchiesta-sulla-prostituzione-prefazione-di-alberto-giovannini-ii-edizione/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2015 18:18:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In 16, pp. 160 + (4). Br. ed. Scritto polemico in cui l'A. si dichiara contrario alla soppressione delle case di tolleranza sancito dalla legge Merlin entrata in vigore nel 1958. Scrive Polignone: &#34;i sintomi negativi già cominciano a farsi sentire. Il fenomeno s'è acutizzato anche sui marciapiedi cittadini [...]. A Milano, epicentro del libertinaggio nordico, e dove le passeggiatrici nel giro di qualche mese sono raddoppiate, le strade rigurgitano di peripatetiche che 'battono' indisturbate&#34;. Nella seconda parte dell'opera sono analizzati l'iter parlamentare della legge, la relazione Tozzi-Condivi, e le esperienze di altri stati europei, come la Francia, paese nel quale, su impulso dell'attivista ex prostituta Marthe Richard, già nel 1946 erano state chiuse la case di tolleranza.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[In 16, pp. 160 + (4). Br. ed. Scritto polemico in cui l'A. si dichiara contrario alla soppressione delle case di tolleranza sancito dalla legge Merlin entrata in vigore nel 1958. Scrive Polignone: &#34;i sintomi negativi già cominciano a farsi sentire. Il fenomeno s'è acutizzato anche sui marciapiedi cittadini [...]. A Milano, epicentro del libertinaggio nordico, e dove le passeggiatrici nel giro di qualche mese sono raddoppiate, le strade rigurgitano di peripatetiche che 'battono' indisturbate&#34;. Nella seconda parte dell'opera sono analizzati l'iter parlamentare della legge, la relazione Tozzi-Condivi, e le esperienze di altri stati europei, come la Francia, paese nel quale, su impulso dell'attivista ex prostituta Marthe Richard, già nel 1946 erano state chiuse la case di tolleranza.]]></content:encoded>
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		<title>Al primo turno dell&#8217;esimio tribunal criminale di Roma. Sua ecc. tev. Monsignor Antonio Sibilia presidente. Difesa di Clodexinda Aloasio imputata di propinazione di veleno a danno del Marchese Sigismondo e Maria Bandini e loro figlie</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2015 18:18:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In 4, pp. 30. Br. rifatta. Difesa di una sfortunata cameriera, accusata dai suoi padroni di aver tentato di avvelenarli. La causa venne intentata a seguito del ritrovamento nella camera coniugale, sotto un'immagine sacra, di un bustina contenente sublimato. Il ritrovamento, associato ai malori percepiti ciclicamente dai padroni di casa e da un ospite, fu causa dell?infamante accusa.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[In 4, pp. 30. Br. rifatta. Difesa di una sfortunata cameriera, accusata dai suoi padroni di aver tentato di avvelenarli. La causa venne intentata a seguito del ritrovamento nella camera coniugale, sotto un'immagine sacra, di un bustina contenente sublimato. Il ritrovamento, associato ai malori percepiti ciclicamente dai padroni di casa e da un ospite, fu causa dell?infamante accusa.]]></content:encoded>
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		<title>All&#8217;ill.mo e r.mo Signor Cardinale Gazzoli pro uditore della camera e sua congregazione criminale. Cogl&#8217;Illustrissimi e Reverendissimi Monsignori Zinanni e Puccetti aggiunti l&#8217;Eccellentissimo Sig. Avvocato Gavazzi relatore romana stupri qualificati per la Signora Marzia Sirletti contro il Sig. Rinaldo Parenti. Risposta con sommario</title>
		<link>https://libreriaantiquariacoenobium.it/catalogo/allillmo-e-rmo-signor-cardinale-gazzoli-pro-uditore-della-camera-e-sua-congregazione-criminale-coglillustrissimi-e-reverendissimi-monsignori-zinanni-e-puccetti-aggiunti-leccellentissimo-sig-avvocato-g/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2015 18:18:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In 8, pp. (14) + (2b). Br. rifatta. Difesa di questa fanciulla violata da quello che oggi si direbbe uno stupratore seriale e fatta passare per poco di buono. Qui si attesta che l'imputato già precedentemente aveva stuprato una giovanetta e che in seguito l'aveva acquietata promettendogli 15 bajocchi al giorno. Non mantenendo la promessa se non per i primi due mesi &#34;dovette quella disgraziata mettersi a far la puttana in Piazza di Spagna?&#34;.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[In 8, pp. (14) + (2b). Br. rifatta. Difesa di questa fanciulla violata da quello che oggi si direbbe uno stupratore seriale e fatta passare per poco di buono. Qui si attesta che l'imputato già precedentemente aveva stuprato una giovanetta e che in seguito l'aveva acquietata promettendogli 15 bajocchi al giorno. Non mantenendo la promessa se non per i primi due mesi &#34;dovette quella disgraziata mettersi a far la puttana in Piazza di Spagna?&#34;.]]></content:encoded>
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		<title>All&#8217;ill.mo e r.mo Signor Monsignor governatore di Roma e sua congregazione criminale. L&#8217;Ecc.mo Preti relatore romana fratricidii per Benedetto Seracchi carcerato contro il fisco. Ristretto di fatto e di raggione</title>
		<link>https://libreriaantiquariacoenobium.it/catalogo/allillmo-e-rmo-signor-monsignor-governatore-di-roma-e-sua-congregazione-criminale-leccmo-preti-relatore-romana-fratricidii-per-benedetto-seracchi-carcerato-contro-il-fisco-ristretto-di-fatto-e-di-ragg/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2015 18:18:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In 8, pp. (20). Manc. al marg. sup. delle ultime 3 cc. Br. rifatta. Difesa in questo processo per fratricidio. Il reo, Benedetto Ceracchi, giovane di anni 20, uccise il fratello prete che lo ospitava. Questi voleva che l'inquisito tornasse al paese d'origine non potendolo più mantenere. La disperazione del giovane ebbe il sopravvento tanto da fargli accoltellare il fratello. La difesa di Benedetto si fonda sulla considerazione in base alla quale non fu egli a provocare la rissa, e pertanto non può essere condannato per omicidio mediante la pena ordinaria. Il fratricidio, inoltre, non può assimilarsi per gravità al parricidio. Viene anche accampata la giustificazione dell'età (il reo aveva da pochi giorni compiuta la maggiore età) e tutta una serie di maldestri depistaggi messi in atto dopo l'omicidio stesso.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[In 8, pp. (20). Manc. al marg. sup. delle ultime 3 cc. Br. rifatta. Difesa in questo processo per fratricidio. Il reo, Benedetto Ceracchi, giovane di anni 20, uccise il fratello prete che lo ospitava. Questi voleva che l'inquisito tornasse al paese d'origine non potendolo più mantenere. La disperazione del giovane ebbe il sopravvento tanto da fargli accoltellare il fratello. La difesa di Benedetto si fonda sulla considerazione in base alla quale non fu egli a provocare la rissa, e pertanto non può essere condannato per omicidio mediante la pena ordinaria. Il fratricidio, inoltre, non può assimilarsi per gravità al parricidio. Viene anche accampata la giustificazione dell'età (il reo aveva da pochi giorni compiuta la maggiore età) e tutta una serie di maldestri depistaggi messi in atto dopo l'omicidio stesso.]]></content:encoded>
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		<title>Alla s.gra consulta monsig. ill.mo e r.mo Lazzari Ponente. Genzano ossia Cisterna di pretese ferite qualificate per Giuseppe Fontana contro la curia e il fisco. Difesa con somm.</title>
		<link>https://libreriaantiquariacoenobium.it/catalogo/alla-sgra-consulta-monsig-illmo-e-rmo-lazzari-ponente-genzano-ossia-cisterna-di-pretese-ferite-qualificate-per-giuseppe-fontana-contro-la-curia-e-il-fisco-difesa-con-somm/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2015 18:18:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In 8, pp. (20). Br. rifatta. Memoria a favore di Giuseppe Fontana di Velletri condannato al remo perpetuo per ferite da coltello inferte a Giovanni Bartoli. La tesi difensiva verte sulla mancanza di premeditazione del gesto, avvenuto in presenza di testimoni in osteria, mentre l'accusa aveva ritenuto che l'aggressione fosse causata dal fatto che il Fontana dieci anni prima fosse stato ferito dal Bartoli il quale poi, pur condannato, evitò la galera arruolandosi nell'esercito napoleonico.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[In 8, pp. (20). Br. rifatta. Memoria a favore di Giuseppe Fontana di Velletri condannato al remo perpetuo per ferite da coltello inferte a Giovanni Bartoli. La tesi difensiva verte sulla mancanza di premeditazione del gesto, avvenuto in presenza di testimoni in osteria, mentre l'accusa aveva ritenuto che l'aggressione fosse causata dal fatto che il Fontana dieci anni prima fosse stato ferito dal Bartoli il quale poi, pur condannato, evitò la galera arruolandosi nell'esercito napoleonico.]]></content:encoded>
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		<title>Alla s.gra consulta monsig. ill.mo e r.mo Lazzari Ponente. Romana ossia Albano di pretese crassazioni per Niccola Cavallo contro L. A. Curia e il fisco. Difesa con sommario</title>
		<link>https://libreriaantiquariacoenobium.it/catalogo/alla-sgra-consulta-monsig-illmo-e-rmo-lazzari-ponente-romana-ossia-albano-di-pretese-crassazioni-per-niccola-cavallo-contro-l-a-curia-e-il-fisco-difesa-con-sommario/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2015 18:18:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[In 8, p. (24). Br. rifatta. Difesa fatta in capo al buttero Niccola Cavallo, chiamato in correità per crassazione dal già inquisito Angelo Tuccillo. Costui, presso il quale era stata ritrovata la refurtiva, aveva affermato di essere stato istigato a compiere la crassazione ai danni del prete Gennaro Villani dallo stesso Cavallo. Interessante la posizione della difesa tesa a invalidare le dichiarazioni del reo: &#34;si diffidò anzi tanto di siffatte incolpazioni che una volta si dovean desse per necessità confermare col tormento dappoichè rendutosi infame il socio di delitto dalla confessione sua medesima, non poteva asterger la macchia contratta che coll'uso della tortura&#34;. Nell?indagare su questo fatto venne anche ripescata una precedente crassazione a danno di un postiglione di Nettuno che sarebbe potuta ascriversi alla stessa coppia criminale.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[In 8, p. (24). Br. rifatta. Difesa fatta in capo al buttero Niccola Cavallo, chiamato in correità per crassazione dal già inquisito Angelo Tuccillo. Costui, presso il quale era stata ritrovata la refurtiva, aveva affermato di essere stato istigato a compiere la crassazione ai danni del prete Gennaro Villani dallo stesso Cavallo. Interessante la posizione della difesa tesa a invalidare le dichiarazioni del reo: &#34;si diffidò anzi tanto di siffatte incolpazioni che una volta si dovean desse per necessità confermare col tormento dappoichè rendutosi infame il socio di delitto dalla confessione sua medesima, non poteva asterger la macchia contratta che coll'uso della tortura&#34;. Nell?indagare su questo fatto venne anche ripescata una precedente crassazione a danno di un postiglione di Nettuno che sarebbe potuta ascriversi alla stessa coppia criminale.]]></content:encoded>
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		<title>Amilcare Cipriani</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2015 18:18:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In 16, pp. 32. D. rifatto. Lievissime mancanze ai margg. int. dei p. Br. ed. Biografia di Amilcare Cipriani, l'uomo &#34;più rosso d'Italia&#34; scritta da Valera, giornalista e scrittore, fondatore dei giornali &#34;La plebe&#34;, &#34;La farfalla&#34; e &#34;La folla&#34;. Nel 1888 rimase coinvolto nello scandalo di Emma Allis, ex amante di Vittorio Emanuele II, quindi fu condannato a tre anni di carcere. Sfuggì all'arresto e visse fino fino al 1898 a Londra, salvo poi recarsi a Milano per prendere parte ai moti popolari repressi dal generale Bava-Beccaris e scontò per questo alcuni mesi in galera: in questo periodo s'iscrisse al Partito Socialista. Processato con l'accusa di essere un sovversivo, venne poi assolto. Nel 1924 scrisse una biografia del duce, intitolata Mussolini, che gli causò problemi su due fronti: il capo del fascismo venne dipinto come un voltagabbana (e per questo i gerarchi ordinarono la soppressione del libro) ma nonostante ciò egli auspicò il suo ritorno al socialismo, e per tale causa Valera venne espulso dal Partito Socialista.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[In 16, pp. 32. D. rifatto. Lievissime mancanze ai margg. int. dei p. Br. ed. Biografia di Amilcare Cipriani, l'uomo &#34;più rosso d'Italia&#34; scritta da Valera, giornalista e scrittore, fondatore dei giornali &#34;La plebe&#34;, &#34;La farfalla&#34; e &#34;La folla&#34;. Nel 1888 rimase coinvolto nello scandalo di Emma Allis, ex amante di Vittorio Emanuele II, quindi fu condannato a tre anni di carcere. Sfuggì all'arresto e visse fino fino al 1898 a Londra, salvo poi recarsi a Milano per prendere parte ai moti popolari repressi dal generale Bava-Beccaris e scontò per questo alcuni mesi in galera: in questo periodo s'iscrisse al Partito Socialista. Processato con l'accusa di essere un sovversivo, venne poi assolto. Nel 1924 scrisse una biografia del duce, intitolata Mussolini, che gli causò problemi su due fronti: il capo del fascismo venne dipinto come un voltagabbana (e per questo i gerarchi ordinarono la soppressione del libro) ma nonostante ciò egli auspicò il suo ritorno al socialismo, e per tale causa Valera venne espulso dal Partito Socialista.]]></content:encoded>
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		<title>Amministrazione provinciale dell&#8217;Umbria. La pellagra nell&#8217;Umbria. Relazione del medico provinciale Dott. Cav. Giuseppe Badaloni pubblicata per deliberazione del Consiglio provinciale del 15 settembre 1893</title>
		<link>https://libreriaantiquariacoenobium.it/catalogo/amministrazione-provinciale-dellumbria-la-pellagra-nellumbria-relazione-del-medico-provinciale-dott-cav-giuseppe-badaloni-pubblicata-per-deliberazione-del-consiglio-provinciale-del-15-settembre-1893/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2015 18:18:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In 4, pp. 74 + (1) + (1b) con tavv. sinottiche n.t. e una cartina f.t. più volte rip. D. rifatto. Lievi danni ai p. Br. ed. Studio relativo alla diffusione della pellagra in Umbria: &#34;il tributo maggiore di vittime umane pagato al non mitologico mostro di cui parlo, proviene nella provincia nostra dalla plaga settentrionale cioè dalla parte più elevata e più fredda, ma dei malati di pellagra si rinvengano anche là dove il clima è meno freddo ma molto umido. E sarebbero, secondo le risposte degli Ufficiali Sanitari, 36 i comuni fin ora colpiti e donde il morbo minaccia di estendere il suo fatale dominio&#34;. All'interno dell'opera si trovano tavv. sinottiche con il numero dei pellagrosi suddivisi per comune. L'A. enumera le cause della malattia: &#34;le gravi fatiche sostenute sotto la sferza del sole nei lavori campestri; la sporcizia della persona e della casa; il frequente uso di olii acri e di verdure irritanti come aglio, cipolla; principalmente l'uso troppo prevalente ed esclusivo di frumentone, quale alimento quotidiano, ed il conseguente difetto di carni o di uova e di latticini che lo possono sostituire, e nell'astinenza del vino, pur avvenendo che di esso e di liquori si faccia di quando in quando abuso brutale&#34;.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[In 4, pp. 74 + (1) + (1b) con tavv. sinottiche n.t. e una cartina f.t. più volte rip. D. rifatto. Lievi danni ai p. Br. ed. Studio relativo alla diffusione della pellagra in Umbria: &#34;il tributo maggiore di vittime umane pagato al non mitologico mostro di cui parlo, proviene nella provincia nostra dalla plaga settentrionale cioè dalla parte più elevata e più fredda, ma dei malati di pellagra si rinvengano anche là dove il clima è meno freddo ma molto umido. E sarebbero, secondo le risposte degli Ufficiali Sanitari, 36 i comuni fin ora colpiti e donde il morbo minaccia di estendere il suo fatale dominio&#34;. All'interno dell'opera si trovano tavv. sinottiche con il numero dei pellagrosi suddivisi per comune. L'A. enumera le cause della malattia: &#34;le gravi fatiche sostenute sotto la sferza del sole nei lavori campestri; la sporcizia della persona e della casa; il frequente uso di olii acri e di verdure irritanti come aglio, cipolla; principalmente l'uso troppo prevalente ed esclusivo di frumentone, quale alimento quotidiano, ed il conseguente difetto di carni o di uova e di latticini che lo possono sostituire, e nell'astinenza del vino, pur avvenendo che di esso e di liquori si faccia di quando in quando abuso brutale&#34;.]]></content:encoded>
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