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Jeremy Bentham

Defence of Usury Shewing the Impolicy Restraints on the Terms of Pecuniary Bargains in a Series of Letters to a Friend

Dublin, Printed for Messrs D. Williams, Colles, White, Byrne, Lewis, Jones, and Moore, 1788

In 16 (cm 10,5 x 16,5), pp. (6) + 232. Firma di possesso e data manoscritte al frontespizio. Pagine brunite. Legatura novecentesca in mezza pelle. Seconda edizione (edizione originale Londra, 1787) di quest’opera sull’usura in cui Bentham polemizza con Adam Smith che insisteva sulla necessità di introdurre un ‘tasso-soglia’ usurario, un limite cioè agli interessi sui prestiti in modo da evitare le iniziative imprudenti e favorire un uso del denaro produttivo. Bentham invece riteneva che limitando per legge i tassi di interesse si scoraggiassero gli investimenti più rischiosi che erano però anche i più redditizi. Bentham, filosofo, giurista ed economista inglese (Londra 1748-1832), fu esponente di un liberalismo che investiva vari campi del vivere civile inclusa l’economia. Bentham afferma infatti, in una delle lettere indirizzate a George Wilson, destinatario insieme a Smith delle lettere che compongono l’opera, che “l’interesse, così come l’amore e la religione, e tante belle altre cose del genere, debbano essere libere”. Ci sono cose che vanno, secondo il filosofo, lasciate libere dalla regolazione giuridica: egli ha in mente un sistema composto da varie libertà.

SKU: 30 n.1225

700,00 €

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